LA PAULONIA di Brera finisce in tribunale, anche se virtualmente: i giudici del Tar decideranno in questi giorni del suo futuro, ancora incerto tra l'abbattimento - chiesto per far posto a un palazzo - e la conservazione come albero di interesse monumentale, come vorrebbe il Comune che, per questo motivo, si è rivolto alla Provincia. La pianta che da 65 anni dimora all'angolo tra via San Carpoforo e via Madonnina, difesa strenuamente negli ultimi anni da abitanti e frequentatori del quartiere, è al centro del ricorso presentato al Tar da Porta Tenaglia srl, la società che su quel pezzo di Brera, su un terreno di sua proprietà, vorrebbe costruire uno stabile di quattro piani con annessi box sotterranei per le auto. La società aveva provato con un esposto a sostenere che l'albero, cresciuto spontaneamente, costituisse un pericolo per l'incolumità dei passanti, perchéa rischio caduta (da qui, la richiesta del permesso di abbatterlo per dare corso ai lavori di edificazione). Ma il Comune, dopo la denuncia, ha mandato sul posto la polizia locale che, a fine sopralluogo, hanno assicurato: nessun pericolo imminente, non c'è motivo per abbattere la paulonia. Già l'anno scorso l'assessore all'Urbanistica Ada Lucia De Cesaris aveva incontrato, sotto la paulonia, gli abitanti del quartiere, spiegando che la concessione per l'edificabilità di quel fazzoletto di terra (che, ovviamente, ha quotazioni molto alte) era stata data dalla precedente giunta e che l'unica strada per tentare il salvataggio della pianta poteva essere quella di inserirla tra gli alberi vincolati dal Piano di coordinamento territorialee provinciale (il piano è stato approvato pochi giorni fa da Palazzo Isimbardi, ma la paulonia non compare tra i quasi 500 alberi storici di Milano). Nel rimpallo classico di responsabilità, dalla Provincia era arrivata già pochi mesi fa una risposta: «La legge è cambiata, la valutazione su questi casi dipende ora dal Corpo forestale dello Stato». La causa è stata discussa pochi giorni fa, si attende ora la sentenza: oltre alle tre istituzioni chiamate in causa - Comune, Sovrintendenza e ministero dei Beni Culturali - a difendere la paulonia davanti al Tar c'era anche, attraverso i suoi legali, la stilista Luisa Beccaria, una delle componenti più attive del comitato di Brera che, qualche anno fa, mise in atto una plateale protesta contro la potatura ordinata dal Comune sulla paulonia e sul vicino fico, presi d'assalto dai topi. La stilista, con altre signore del quartiere, avevano fatto da "scudi umani" all'albero, fino all'arrivo dell'allora assessore al Verde Cadeo, che aveva deciso per lo stop alla potatura selvaggia.