Il museo archeologico torna alla luce: inaugurazione con il ministro Massimo Bray. L'architetto Beppe Fragasso: "Un percorso tra i nostri tesori" È un'operazione interamente made in Puglia quella della rinascita del Marta, il museo archeologico nazionale di Taranto che questa mattina sarà inaugurato dal ministro per i Beni culturali Massimo Bray e, fra gli altri, dal direttore regionale Gregorio Angelini, dal soprintendente Luigi La Rocca e da Angela Barbanente, vicepresidente della Regione. A rivendicarlo è l'architetto Beppe Fragasso, direttore tecnico dei lavori al Marta per l'impresa aggiudicataria dell'appalto, l'azienda barese Garibaldi Costruzioni Restauri. "Abbiamo cominciato a metterci all'opera - premette - a marzo 2012 e, finora, abbiamo realizzato oltre 40mila ore di lavoro rispettando in pieno la tabella di marcia. Abbiamo effettuato interventi di impiantistica e climatizzazione, nel nome del risparmio energetico, ma soprattutto abbiamo lavorato sul fronte della realizzazione del nuovo progetto espositivo e dello stesso restauro di parte dei reperti conservati nei depositi del museo". E se l'inaugurazione di oggi, alla quale farà seguito da domani la riapertura del Marta alle visite del pubblico, riguarda l'atteso completamento del primo e più importante livello espositivo del museo, Fragasso annuncia che è in dirittura d'arrivo, ormai, la conclusione degli interventi anche per il secondo piano dell'ex convento che, da oltre un secolo, ospita l'Archeologico. "Pensiamo di completare tutto prima dell'estate - anticipa consentendo così la piena fruizione del museo alla riapertura dell'anno scolastico. Col risultato che, a restauro concluso, la superficie espositiva sarà più che raddoppiata se si pensa che, prima del restauro, lo stesso ultimo piano era inutilizzato. Non per caso, e da diversi decenni, il museo soffriva un sottodimensionamento strutturale rispetto alla quantità di reperti conservati nei depositi. In questo senso, in effetti, la Soprintendenza sta valutando anche l'esposizione di una serie di statue di particolare interesse mai presentate prima in pubblico". Non solo. In questi ultimi mesi di lavori, infatti, sarà anche completato il restauro di un terrazzamento destinato anch'esso alla fruizione dei visitatori, così come di una caffetteria al pianterreno. Ma già da oggi i visitatori potranno finalmente scoprire dopo anni di attesa - dopo la chiusura nel 2000, la riapertura del 2007 era stata parziale - un "nuovo" museo, grazie ai diversi reperti inediti mai esposti. "Bisogna immaginare che c'erano 16 grandi mosaici che sebbene già restaurati - racconta Fragasso - aspettavano soltanto di essere inseriti in un percorso espositivo. Così come per il nuovo allestimento abbiamo realizzato la bellezza di 130 vetrine espositive, progettate insieme con i tecnici della Soprintendenza e realizzate interamente qui in Puglia senza che, stavolta, come accadeva nel passato, si fosse costretti a rivolgersi ad aziende del Nord. E sempre con la direzione scientifica della Soprintendenza abbiamo seguito direttamente il restauro di circa 70 fra sculture ed epigrafi, da oggi finalmente in mostra. E, non senza una punta d'orgoglio, possiamo rivendicare che a questo progetto hanno interamente lavorato professionalità del nostro territorio ".
La rinascita del Marta di Taranto "Lavori e restauri made in Puglia"
Il museo archeologico nazionale di Taranto, noto come Marta, è stato inaugurato oggi con la presenza del ministro per i Beni culturali Massimo Bray. L'architetto Beppe Fragasso ha lavorato per la realizzazione del museo e ha detto che è stato un'operazione interamente fatta in Puglia. Il museo ha subito interventi di impiantistica e climatizzazione, e ha visto la realizzazione di un nuovo progetto espositivo e il restauro di parte dei reperti conservati. L'inaugurazione riguarda il primo livello espositivo del museo, e Fragasso annuncia che il secondo piano, che è stato chiuso per diversi decenni, sarà completato prima dell'estate.
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