il manufatto dell'800 da anni non è funzionante Un gioiello del patrimonio storico, artistico e architettonico macchiese ormai ridotto a ricettacolo di immondizia. Suscita sconcerto tra la collettività di Macchia lo stato di degrado in cui versa la vasca in pietra lavica della famosa fontana di via Principe di Piemonte detta "Abbiviratura". Il manufatto, risalente al XIX secolo e concepito per essere ubicato all'inizio di Macchia, fungeva un tempo da abbeveratoio per gli animali. Tuttavia, da circa 25 anni la fontana, che consta di una vasca scolpita in pietra lavica e deputata a convogliare il flusso d'acqua canalizzato da delfini che fungono da doccioni, non è più fruibile perchè disattiva. Tale condizione di abbandono ha incentivato una successione di fenomeni di carattere vandalico sostanziatisi nell'abbandono indiscriminato di rifiuti all'interno della vasca. La violazione dell'art. 639 c. p. che condanna il deturpamento delle opere d'arte, è dunque il risultato della carenza di interventi tesi al ripristino della struttura. Interviene la dott. ssa Carmela Cappa, funzionario della sovrintendenza ai Beni Culturali di Catania "L'"abbiviratura" è un bene che è stato vincolato dall'assessorato regionale ai beni culturali, con la verifica di interesse culturale in base all'art. 10 della legge 422004. L'opera era stata valorizzata in occasione di un convegno incentrato sulla fruizione delle risorse idriche. Non è mancata una richiesta per il restauro con fondi regionali. L'auspicio è che nel bilancio regionale del 2014 vi siano fondi che consentano il finanziamento della fontana. Il Comune però, ai fini del funzionamento della fontana, si deve attivare per la sostituzione delle obsolete condutture. Lancio un appello anche a banche e privati affinché si interessino a provvedere ad un finanziamento». Umberto Trovato 18122013
SICILIA - Giarre: La fontana "Abbiviratura" in abbandono
La fontana "Abbiviratura" di Macchia, un gioiello del patrimonio storico e artistico, è stata ridotta a ricettacolo di immondizia. La vasca in pietra lavica, risalente al XIX secolo, non è più fruibile a causa della sua disattivazione. La collettività è sconcertata dallo stato di degrado in cui versa la fontana. La violazione dell'art. 639 c. p. è il risultato della carenza di interventi tesi al ripristino della struttura. La dott. ssa Carmela Cappa, funzionario della sovrintendenza ai Beni Culturali, ha lanciato un appello per il restauro della fontana con fondi regionali.
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