spending review. Dopo la soprintendenza, da ieri a palazzo Ajutamicristo, tolto un altro affitto Con la spending review la Regione siciliana taglia una serie di folli affitti. Dopo avere lasciato i locali di via Pasquale Calvi, che ospitavano la Sovrintendenza dei Beni culturali con un canone annuo di oltre un milione di euro (ieri l'insediamento a palazzo Ajutamicristo), adesso sposta il Tribunale amministrativo regionale (Tar) che attualmente ha sede nel palazzo Benso, aggregato nel '700 alla dimora dei Branciforti di Butera. Il governo Crocetta, con una delibera di Giunta del 15 marzo scorso, ha dato incarico all'assessore all'Economia Luca Bianchi di predisporre tutti gli atti per trasferire il Tar all'Albergo delle Povere con forma di affitto gratuito. Così il governo ha risparmiato non solo sull'affitto. Infatti, ha accantonato un precedente progetto di acquistare l'attuale sede con 20 milioni e di ristrutturarla con altri 12 milioni. Di conseguenza, il Tribunale è stato sfrattato e Crocetta ha provveduto a soccorrerlo. L'Albergo delle Povere si trova in corso Calatafimi al numero civico 217. Finora le passate amministrazioni hanno adibito la struttura a mostre temporanee e a convegni. C'era l'idea di farlo diventare il grande Museo della città. Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente, non ci sta. Dice: «Mentre da anni si discute su come utilizzare al meglio l'Albergo delle Povere, dove da tempo sono state investite risorse per trasformarlo in un adeguato e moderno spazio museale; mentre si dibatte su quale museo si voglia realizzare lì, cosa esporre, se e come ospitare nuove mostre ed eventi, così come si è fatto già tante altre volte, con esposizioni di prestigio e di valore, il governo Crocetta trasferisce l'Albergo delle Povere gratuitamente al Tar per la sua nuova sede. La città di Palermo e tutta la Sicilia vengono scippati ingiustamente di uno degli spazi culturali più prestigiosi e dalle grandi potenzialità». La posa della prima pietra dell'Albergo delle Povere avvenne nell'aprile 1733, durante il viceregno austriaco. La dimora aveva lo scopo di accogliere gli sbandati, poveri inabili, i relitti umani che a migliaia la società respingeva ai margini della vita. Uno dei suoi fondatori fu Ferdinando Francesco Gravina, principe di Palagonia. Dopo alcuni anni il cantiere si fermò. Il progetto fu ripreso durante il regno di Carlo di Borbone. 19122013