Piazza Minerva. Domani l'inaugurazione del percorso sotterraneo da cui si ammirano i resti del tempio Ionico L'edificio templare venne scoperto nel 1912 da Paolo Orsi nei seminterrati del Municipio Qualcuno si sarà chiesto, passeggiando per piazza Minerva, cosa mai possa essere quel muro bianco e liscio con un incavo al suo centro. Una parete con una fessura verticale. Ebbene, il mistero sarà svelato domani mattina quando verrà aperto al pubblico il sito archeologico celato appunto dietro il pannello murario. Si tratta dei resti di un tempio greco dedicato, secondo alcuni storici, alla dea Artemide: l'Artemision. Un tempio di ordine ionico nascosto sotto palazzo Vermexio e che venne scoperto casualmente da Paolo Orsi nel 1912 nei seminterrati del Municipio. Protagonista di un'opera di restauro e allestimento, quel che resta del tempio greco sarà fruibile attraverso un percorso sotterraneo che consentirà ai visitatori di scoprire il sito archeologico e la sua storia, oltre che un pezzo della città antica. L'inaugurazione dell'Artemision sarà preceduta oggi, alle 10.15, da una conferenza stampa che si terrà in loco alla presenza del sindaco, Giancarlo Garozzo, e dell'assessore al Turismo, Francesco Italia, oltre che dei soprintendenti di Siracusa, Beatrice Basile, di Caltanissetta, Lorenzo Guzzardi, e del soprintendente emerito di Siracusa, Giuseppe Voza. La fruizione moderna dell'Artemision è infatti strettamente legata alle indagini archeologiche che seguirono quelle di Orsi prima sotto la supervisione scientifica di Voza e, poi, di Guzzardi. Un secolo di scavi, di studi e di verifiche per restituire alla città uno dei suoi tesori più nascosti, sconosciuto agli stessi siracusani che potranno varcare l'ingresso del Vermexio, oppure la porta che fa capolino su piazza Minerva, scendere due rampe di scale per ritrovarsi immersi nella storia. Basterà così chiudere gli occhi e immaginare un tempio immenso, in pietra dorata, che si innalzava su quell'agorà che era un tempo piazza Duomo. Immaginarlo maestoso e parallelo al tempio di Athena che è oggi inglobato nella Cattedrale e di cui si possono ammirare le colonne doriche lungo piazza Minerva. E proprio una colonna dorica, con il suo imponente capitello, è esattamente in corrispondenza di quella fessura sul muro bianco moderno che incuriosisce chi passeggia nell'ex via Minerva. Vedere i due templi l'uno accanto all'altro è possibile nelle sale (oggi chiuse per ri-allestimento) del museo regionale «Paolo Orsi». Qui sono ricostruiti i due edifici secondo un plastico curato dall'archeologo Giorgio Gullini che ne riprodusse templi, colonnati, decorazioni policrome e statue per far comprendere quanto fossero maestosi, l'uno accanto all'altro, questi tesori nel corso del V secolo a. C. La fruizione dell'Artemision attraverso un "padiglione sospeso" è frutto di un progetto ardito e pluripremiato, firmato dall'architetto Vincenzo Latina, che ha reso fruibile così l'ex area di San Sebastianello facendo anche far tornare ad essere "piazza" quella che era via Minerva rendendola un tutt'uno con piazza Duomo come era in passato. La restituzione dell'Artemision attraverso un progetto eseguito dall'ufficio speciale a Ortigia del Comune sotto l'attenta cura della soprintendenza, risolve anche una questione annosa: conciliare la moderna fruizione dei siti con la loro tutela e l'assetto originario della zona. Rendere visitabile un'area antica nel pieno rispetto delle sue peculiarità millenarie. La novità è anche legata alla gestione del sito, affidata alla società Grandi Eventi di Raffaele Malfa che curerà le visite guidate a pagamento. Ciò secondo quella concezione moderna della fruizione di siti e monumenti pubblici affidati a privati. L'auspicio è che il sito, la cui riapertura è attesa da un secolo, possa essere aperto e custodito con amore. 19122013
SICILIA - Dopo un secolo riapre l'Artemision
Domani, in piazza Minerva, sarà inaugurato il percorso sotterraneo che porta ai resti del tempio Ionico L'Artemision, scoperto nel 1912 da Paolo Orsi. Il sito archeologico, dedicato alla dea Artemide, sarà fruibile attraverso un percorso sotterraneo e sarà aperto al pubblico. L'inaugurazione sarà preceduta da una conferenza stampa. Il percorso sotterraneo è il risultato di un secolo di scavi, studi e verifiche, e sarà gestito dalla società Grandi Eventi di Raffaele Malfa. Il sito sarà aperto a visite guidate a pagamento.
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