Presentati i risultati degli studi sperimentali condotti da Università L'Aquila, INGV e ENEA sui monumenti di Roma Il crescente traffico veicolare e metropolitano può indebolire progressivamente la capacità di resistenza del patrimonio monumentale, accrescendone la vulnerabilità ai terremoti. Un problema non trascurabile, quello degli effetti delle sollecitazioni provocate da treni e metropolitane sugli edifici storici e sui monumenti, tanto più in un paese come l'Italia il cui territorio è caratterizzato da un'elevata sismicità. Gli studi sull'interazione tra il suolo e le strutture sovrastanti per la salvaguardia del patrimonio culturale sono stati al centro di un forum internazionale svoltosi il 12 dicembre scorso a Roma presso l'Università degli Studi Roma Tre, organizzato dall'Università dell'Aquila, dall'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e dall'Enea, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale ai Beni Archeologici di Roma e con l'Università Roma Tre. Studi sulle colonne Aureliana e Traiana e sul Colosseo Università dell'Aquila, Ingv e Enea, che hanno condotto in collaborazione con la Soprintendenza Speciale ai Beni Archeologici di Roma degli studi sperimentali finalizzati alla salvaguardia dei monumenti di Roma, hanno presentato i risultati ottenuti sulla colonna Aureliana e sulla colonna Traiana, nonché un primo studio preliminare sul Colosseo per valutare gli effetti del passaggio dei treni delle linee metropolitane. Nelle campagne condotte sulle due colonne coclidi sono stati impiegati sismometri in grado di rilevare vibrazioni di energia molto bassa, collegati ad un acquisitore per la memorizzazione delle registrazioni ottenute. Su ciascuna colonna sono state effettuate misurazioni per circa 24 ore consecutive, in modo da ottenere dati relativi a tutte le ore del giorno. I dati hanno fornito i valori massimi delle vibrazioni e hanno consentito di determinare le caratteristiche dinamiche delle strutture, in termini di frequenze proprie, modi di vibrazione e smorzamenti. I risultati Lo studio ha evidenziato che, per il momento, le vibrazioni ambientali non mettono in pericolo l'integrità dei monumenti, ma alcuni effetti, come la presenza di più risonanze strutturali e di movimenti torsionali, probabilmente relativi a fenomeni di rocking, dimostrano che la loro tenuta deve essere costantemente monitorata.