La decisione dell'amministrazione comunale: bandite le edificazioni nei pressi di lame e coste, ad eccezione di quelle già in fase di realizzazione Il provvedimento ha il sapore di una blindatura a doppia mandata: sui suoli di Punta Perotti non si potrà più costruire. Lo mette nero su bianco la delibera approvata ieri dalla giunta comunale con la quale adegua il piano regolatore generale, il Prg, al Putt il piano paesaggistico regionale vigente nelle more del Pptr, il nuovo decalogo urbanistico in fase di adozione alla Regione Puglia. Punta Perotti rientra in quei casi chiari e inequivocabili: sono bandite le edificazioni nei pressi di lame e coste, ad eccezione di quelle già in fase di realizzazione. E nella fattispecie dei suoli a sud del lungomare non c'è alcun lavoro in corso. Il provvedimento riguarda anche la zona di Torre Carnosa, tra il vecchio canalone e il lido 'Il Trullo' e che negli anni scorsi ha fatto tribolare e non poco gli ambientalisti per una possibile lottizzazione con una colata di cemento quasi doppia rispetto all'ecomostro abbattuto nel 2006. "Abbiamo concluso un iter richiesto per legge spiega l'assessore all'Urbanistica Elio Sannicandro e saremo già pronti a recepire le nuove prescrizioni regionali del Pptr". La delibera ora passerà al vaglio del consiglio comunale e poi dovrà essere trasmessa alla Regione Puglia. Ma il segnale è chiaro: su quei suoli non potrà essere più consentita la realizzazione di palazzoni a uso residenziale anche perché la distanza è di appena 200 metri dalla linea demaniale della costa. La giunta ha anche completato la mappatura dei cosiddetti edifici "insostituibili", quelli che in base al vincolo paesaggistico non possono essere demoliti, estendendola nell'ultimo tratto cittadino rimasto scoperto: la fascia del Libertà che da corso Italia e via Quintino Sella arriva sino a via Nicolai e Brigata Bari. Una mappatura indispensabile perché se è vero che in quartieri di pregio architettonico come Murat e Madonnella insiste la quasi totalità degli edifici storici e di architettura contemporanea, lo stesso non si verifica per il Libertà. L'edilizia storica e da tutelare convive anche con quella degradata e di pessima qualità. "Con questa mappatura completa spiega Sannicandro garantiamo interventi di tutela mirata a carico di immobili con un chiaro interesse storico-artistico e una identità accertata. Ma il vincolo paesaggistico diffuso che insiste sui tre quartieri continua ad essere vessatorio e soffocante. Va allentato a favore dei cittadini e delle attività commerciali". Intanto, la giunta comunale è stata alle prese con la lunga maratona del consiglio comunale. Assessori e dirigenti hanno illustrato le copiose delibere sui debiti fuori bilancio per un ammontare complessivo di circa 29 milioni di euro. Molte di queste saranno discusse anche nelle sedute del 23 e del 27 dicembre e, in casi estremi, i consiglieri potrebbero tornare in aula anche il 30, a poche ore dall'ultimo dell'anno.