- Svelato in un'intervista il progetto scempio acclamato dall'ex sindaco Rutelli - Il soprintendente statale Di Paola assicura che il piano sarà rivisto e alleggerito ROMA. Il progetto dell'Ara Pacis realizzato dall'architetto americano Richard Meier sarà senz'altro modificato. Lo ribadisce in un'intervista pubblicata dal quotidiano «La Stampa» il soprintendente statale Roberto di Paola, che aggiunge dì aver vincolato patte della piazza, tutte le facciate dei palazzi, fino sottoterra. Le dichiarazioni di Di Paola confermano quanto già dichiarato il 5 marzo dal ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani e dal sindaco di Roma Walter Veltroni, che congiuntamente avevano annunciato di aver finalmente trovato un accordo per la sistemazione del monumento e della piazza. "Il progetto di Meier dovrà essere alleggerito», aveva dichiarato il ministro, mettendo in risalto anche i fondi stanziati per il restauro del mausoleo di Augusto. Mentre Veltroni aveva parlato un concorso internazionale per «ridisegnare Piazza Augusto Imperatore, che dovrà essere ripensata alla luce dell'intervento architettonico di Meier», perché «il diverso assetto che ne deriva crea un problema architettonico». Ora Di Paola precisa nell'intervista al quotidiano in quali direzioni andranno le modifiche. E per stabilirle, il Soprintendente convocherà entro dieci giorni (e in accordo con il ministro) una commissione ad hoc. Infatti, problemi legati alla realizzazione del progetto Meier sono più di uno. Per quanto riguarda la teca (approvata da tutti gli organi competenti) «fa copertura sporge eccessivamente racconta Di Paola nell'intervista - e c'è un contatto diretto tra il cristallo e la Res Gestae, il muro con le epigrafi». Ma questo è contrario alle tecniche di restauro, prosegue, perché una struttura antica non può stare in continuità con una moderna. Per l'intero contesto, invece, facendo le simulazioni sul disegno dell'architetto americano, «il muro dello scalone, alto cinque metri, arriverebbe quasi fino a via Tomacelli. Uno scempio che nasconderebbe per metà le due facciate delle chiese», del resto bellissime (una è opera del Valadier). Come preannunciato dal ministro, saranno modificate anche le propaggini laterali del progetto, giudicato troppo invasivo con scale parzialmente interrate, internet café, uffici, un punto shopping. Per vincere le resistenze della Soprintendenza, Meier avrebbe proposto di inserire delle finestre nel muro, ma, a scanso di ogni equivoco, Di Paola ha messo il vincolo (che non è stato impugnato) su una parte della piazza e su tutte le facciate dei palazzi, «così la nuova costruzione si fermerà tre metri prima delle chiese, quando la teca di Morpurgo si arrestava a cinque». Il vincolo, inoltre, si estenderà sottoterra, in quanto durante i lavori sono stati trovati «delle mura rinascimentali e i primi gradini della scalinata degli Specchi».