«L' ASCENSORE del Duomo si deve fare: dove si realizzano opere come questa il mondoè più bello, più riccoe più libero». Ne è convinto Franco Bomprezzi, scrittore milanese, Ambrogino d' oro e portavoce di Ledha, Lega per i diritti delle persone disabili. Si arricchisce così il dibattito sul controverso elevatore esterno che la Veneranda Fabbrica vuole realizzare per portare i turisti (anche quelli in sedia a rotelle) sulle guglie più alte del Duomo. Mentre le Soprintendenze, sia quella locale che nazionale, insistono nell' opporre parere negativo al progetto, «inopportuno e pericoloso per l' incolumità della Cattedrale», come dice Guido Artioli, a capo della Sovrintendenza milanese, Bomprezzi, costretto in carrozzella, è di tutt' altro parere. Lo scrittore rivendica infatti un «valore simbolico dell' ascensore e l' importanza - dice Bomprezzi - di far superare quella ritrosia conservatrice contro il diritto di tutti, ma proprio di tutti, di vivere la bellezza». Osservare la facciata e le guglie dal basso, spiega Bomprezzi, «è sempre emozionante, ma tuttora mi manca quel piccolo sogno reso impossibile dalle barriere che non consentono di arrivare fino in cima. Bisogna lavorare nel rispetto del monumento, ma anche del diritto di tuttie fruire liberamente dei beni culturali». L' argomento è delicato, e Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni Culturali, invita a cautela: «La scusa dei disabili per realizzare una struttura così impattante - dice Borletti - mi sembra pretestuosa da parte della Veneranda Fabbrica, visto che, a ben vedere, ci sarebbero nella città ben altre urgenze: rendere accessibili marciapiedi e i trasporti pubblici, per esempio. Da parte nostra il parere sull' ascensore rimane negativo, per quanto il giudizio sia innegabilmente sofferto. L' 80 dei monumenti italiani comporta serie difficoltà d' accesso per i disabili, su molti si può lavorare per migliorare ma non su tutti; le guglie del Duomo rientrano in quelli più complessi».