ISOLDI stanziati sono poco più del 20 per cento di quel che servirebbe per realizzare l' intero progetto, e l' Accademia delle belle arti continua a esprimere la sua diffidenza, eppure qualcosa si sta muovendo. A un anno dallo stanziamento dei primi 23 milioni da parte del Cipe, ieri la direttrice regionale dei Beni culturali Caterina Bon Valsassina ha annunciato l' avvio dei primi lavori. Non senza riaprire la polemica tra favorevoli e contrati al progetto Grande Brera. Con il ministro della Cultura Massimo Bray che dichiara: «Il problema è complicato, ma è una sfida che dobbiamo vincere: lo Stato farà la sua parte, troveremo i finanziamenti». E il neo presidente dell' Accademia Marco Galateri che lo incalza: «Brera non può più aspettare: con 4mila studenti ha gravi problemi di spazio che vanno affrontati al più presto. Siamo preoccupati per lo stanziamento dei passi successivi». Mentre il direttore della scuola d' arte Franco Marocco ricorda la volontà dei docenti «di mantenere la didattica a Brera, altrimenti si rischia di trasformarla in un museo morto». Il progetto Grande Brera torna a far discutere. Ma nonostante i ritardi, l' incertezza dei finanziamenti e le destinazioni d' uso ancora poco chiare, si procede. La direttrice Bon Valsassina è riuscita a mettere in moto la macchina, seppur al rallentatore, assegnando tre gare d' appalto, prima tranche di un intervento molto più ambizioso di cui si discute da decenni e che prevede la trasformazione della caserma di via Mascheroni in un campus universitario per l' Accademia (14mila metri quadrati) e l' ampliamento a Brera della Pinacoteca, con il restauro di Palazzo Citterio (6.500 metri quadrati). Finora dell' intera cifra stimata per il progetto - tra i 108 e i 120 milioni - il governo ne ha stanziati 23, destinati quasi tutti alla riqualificazione di Palazzo Citterio, destinatoa ospitare opere del ' 900 della Pinacoteca, oggi in parte sacrificate nei depositi. Al progetto sono stati destinati 17 milioni, sufficienti per la riqualificazione. I restanti serviranno per la messa in sicurezza dei tetti di Brera (4,5 milioni), per le indagini tecniche sugli edifici della caserma di via Mascheroni (già iniziate) e il trasferimento degli archivi militari (1,5 milioni). Le gare sono state aggiudicate nei giorni scorsi, un anno dopo l' annuncio degli stanziamenti, ma se per il consolidamento dei tetti di Brera l' intervento dovrebbe partire a gennaio e concludersi entro 18 mesi (ha vinto la ditta D' Aiutorio appalti e costruzioni srl), su Palazzo Citterio ci sono delle incertezze. Di 13 offerte, la vincitrice è quella dell' impresa Research Consorzio Stabile scarl con il progetto architettonico di Amerigo Restucci (rettore dell' Istituto universitario di architettura Iuav di Venezia) che prevede una copertura a vela del cortile centrale e un ribasso del 38 per cento (13 milioni e 600mila euro). Sconto considerato eccessivo da molti, tanto che prima di far partire i lavori la sovrintendenza ha chiesto un' ulteriore verifica.A questo si aggiunge il timore che il secondo classificato, la Carron spa con progetto di Michele De Lucchi, possa fare ricorso. Dunque, prima dell' ingresso degli operai si dovrà aspettare ancora. E visto che per concludere la ristrutturazione ci vorranno 24 mesi, è ormai certo che Brera mancherà all' appuntamento con Expo. La terza gara è per i rilievi architettonici e le indagini diagnostiche della caserma che dureranno 18 mesi: l' impresa vincitrice è Edilerica srl.