L'impegno del presidente Sassoli è quello di trasformare la Galleria in uno dei primi musei contemporanei del Vecchio Continente per qualità e prestigio. Meno mostre antologiche e più eventi legati a nuove modalità espressive Più che una galleria, un museo di arte contemporanea, possibilmente di respiro europeo, che troverà la massima espressione nella nuova sede dell'ex Forno del Pane, integrata nella cittadella della Manifattura delle arti. Inaugurazione probabile, a gennaio 2007. È questa l'eredità che spetta a Gianfranco Maraniello, classe 1971, il nuovo direttore della Gam, presentato ufficialmente ieri dal sindaco Sergio Cofferati, dall'assessore alla cultura Angelo Guglielmi e dal presidente del cda Lorenzo Sassoli de' Bianchi. Il giovane ex curatore del Macro di Roma, succede quindi a Peter Weiermair, ma, anziché percorrere la strada della continuità, si lascia volentieri indicare come una sorta di simbolo della «svolta». Il trasferimento della Gam da Piazza Costituzione a quello che verrà riconosciuto come polo culturale cittadino, effettivamente, una svolta, la impone. Maraniello, che sarà affiancato da un comitato artistico dalla composizione ancora da definire, è quindi chiamato a guidare, secondo le parole di Guglielmi «la nuova Gam: non solo uno spazio per mostre provvisorie ma un vero e proprio museo con esposizioni permanenti, votato al contemporaneo e alla ricerca». Sì quindi alle grandi mostre, ma, precisa l'assessore, «non antologiche o di ricapitolazione storica, ma di proposta e ricognizione di nuove modalità espressive». «La specializzazione sull'arte contemporanea ribadisce Sassoli de' Bianchi è richiesta anche dallo regolamento comunale che istituisce la Gam, e noi la scegliamo come linea culturale, che sappia inoltre superare le logiche di mercato, senza cercare a tutti i costi il consenso del pubblico». L'obiettivo, insomma, sintetizza il presidente è quello di realizzare un museo, «che sia tra i primi in Europa per qualità, innovazione delle proposte, prestigio scientifico e notorietà». All'interno di questo spazio, però, anche per ragioni di omogeneità della proposta complessiva, non troveranno posto il Museo Morandi che resterà quindi a Palazzo D'Accursio, e la collezione di opere dell'800 in dotazione alla Gam, che, probabilmente, raggiungeranno le Collezioni Comunali, anch'esse collocate nelle sale di Piazza Maggiore. Per il Museo Morandi, ad ogni modo, fanno sapere i dirigenti, esiste un piano di valorizzazione costruito su una serie di iniziative collaterali, ma pur sempre disgiunto dalla Gam, ovvero ex Forno del Pane. A proposito di Gam, dunque, la neo-gestione capeggiata da Maraniello dovrà seguire cinque linee guida già dettate dal cda: attività espositive significative per temi culturali e di ricerca il più possibile inediti; potenziamento dell' attività didattica; acquisizione e valorizzazione di una collezione permanente di arte contemporanea; imponente strategia di comunicazione. «Per costruire la collezione anticipa Maraniello stiamo valutando diversi percorsi, tra cui la collaborazione con la fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in particolare per il materiale fotografico, e la sinergia con l'associazione Acacia, che riunisce diversi collezionisti privati. Ma è solo una piccola parte delle varie collaborazioni che, in generale, metteremo in atto fra attività museali emiliane, italiane, europee ed internazionali. C'è anche in vista pure l'accordo con una casa editri-ce per la realizzazione di un bookshop». Infine, visto che la dimensione della Gam dovrà essere almeno europea, il nuovo direttore è chiamato a consolidare sinergie tra i prossimi vicini: Manifattura delle Arti, Cineteca e Dams. Il tutto per fare parte, rivela Guglielmi di «un polo di produzione artistica e audiovisiva unica in Italia». Ma, prima del trasloco in via Don Minzoni, cosa ne sarà della "vecchia" Gam? Dal 18 maggio, è in previsione la mostra Bologna contemporanea, sulle creatività espresse dal territorio, curata da Peter Weirermar, «segno dicono i nuovi dirigenti della stima e della riconoscenza che gli dobbiamo». Ma assicurano tutti sarà solo uno dei tanti appuntamenti, che si susseguiranno da qui al 2007.
(Bologna) Alla conquista dell'Europa ma con...arte
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Lorenzo Sassoli de' Bianchi, ha annunciato la nomina del nuovo direttore della Galleria d'Arte Moderna (Gam) di Bologna, Gianfranco Maraniello. Maraniello, classe 1971, è un ex curatore del Macro di Roma e sarà responsabile della trasformazione della Gam in uno dei primi musei contemporanei del Vecchio Continente. La nuova sede della Gam sarà l'ex Forno del Pane, integrata nella cittadella della Manifattura delle arti. Il nuovo direttore promette di aumentare la qualità e la varietà delle mostre, con un focus sull'arte contemporanea e sulla ricerca.
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