Volume della Royal Society of Chemistry il rettorato dell'Università di Firenzeil rettorato dell'Università di Firenze Firenze, 13 dicembre 2013 - Un volume della Royal Society of Chemistry dedicato al contributo della Scuola fiorentina nel campo delle nanoscienze applicate alla conservazione delle opere d'arte. Il testo, dal titolo Nanoscience for the conservation of works of art, a cura dei ricercatori fiorentini coordinati da Piero Baglioni, direttore del Consorzio interuniversitario per lo sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase, e Luigi Dei, direttore del dipartimento di Chimica "Ugo Schiff", è un riconoscimento al valore della ricerca fiorentina in questo settore, come attestano anche gli studi pubblicati negli ultimi quindici anni sulle più prestigiose riviste internazionali. La Royal Society of Chemistry sottolinea il ruolo pionieristico della ricerca fiorentina per quanto attiene la scienza dei materiali avanzati finalizzati alla conservazione e restauro di beni culturali. La pubblicazione offre una vastissima panoramica sulle ricerche più avanzate condotte a Firenze. In modo particolare un'ampia carrellata è riservata agli interventi conservativi sul patrimonio culturale a basso impatto ambientale e in grado di prevenire nel futuro fenomeni di deterioramento per le opere medesime. "Questa pubblicazione ha radici lontane spiegano Baglioni e Dei e si deve soprattutto a Enzo Ferroni il quale, all'indomani dell'alluvione di Firenze del 1966, decise di fondare questa Scuola che, grazie ai risultati conseguiti durante le ricerche degli ultimi decenni, ha conseguito fama e rinomanza mondiale". Le conoscenze acquisite nei laboratori dell'Ateneo e del Consorzio Csgi sono note in tutto il mondo. Interventi sono stati condotti per gli scavi archeologici Maya ed Aztechi, il vascello svedese Wasa, le navi vichinghe norvegesi, e numerosi cantieri di restauro in svariati paesi.