La via Santo Spirito che porta alla valle dellImera «Lo svincolo che dovrebbe collegare l'autostrada Agrigento-Caltanissetta con la città all'altezza della zona sud-est, e quindi di "Santo Spirito" potrebbe essere lungo non più di 2,5 chilometri - ha anche detto ieri mattina l'assessore Andrea Milazzo - per cui la somma necessaria per realizzarlo non dovrebbe superare i due, al massimo tre milioni di euro. Non è una somma impossibile da reperire, ed è per questo che stiamo sollecitando l'Anas e la "Empedocle 2" a farci conoscere le opere sino ad ora fatte». Dello stesso avviso è anche Mario Patti, tra i più attivi tra i componenti del Comitato spontaneo che desiderano la realizzazione dello svincolo. «Non sono richieste grandissime opere - dice il giovane trentenne, già titolare assieme al padre Pippo ed ai fratelli di una azienda di abbigliamento - anche perchè esiste già una strada provinciale, la "202", che da contrada Santo Spirito, tra il distributore di benzina e la concessionaria della Fiat Pugliese, arriva sino a valle, per buona parte costeggiando la "bretella" che dalla galleria "Sant'Elia" arriva alla valle dell'Imera. È arrivato il momento che i politici della nostra provincia ed in particolare di Caltanissetta "ripeschino" la delibera consiliare del gennaio 2008 e trovino il sistema per realizzare l'opera che per la città è essenziale». «Già 40 anni fa quando fu realizzata la bretella - ricorda l'agricoltore Salvatore Giordano, che ha la casa nella valle dell'Imera, in contrada "Corefidato" dove la strada provinciale e la ex scorrimento veloce 640 sembrano quasi "abbracciarsi" e sovrapporsi, e dove la "Empedocle 2" ha già sistemato con delle strisce colorate arancione il tracciato dove realizzare le opere di raddoppio - gli amministratori nisseni provarono a fare costruire lo svincolo qui, ma non ci riuscirono. Ad averla vinta furono i politici di Santa Caterina, che si fecero costruire lo svincolo all'altezza di contrada "la Spia". Certo che fare lo svincolo qui sarebbe troppo bello... ». «Dobbiamo fare la voce grossa - replica Mario Patti - con la nuova opera di compensazione si potrebbe dare una nuova vita al villaggio Santa Barbara, far conoscere la zona archeologica di Sabucina che è definita la "piccola Pompei", il museo ARCHEOLOGICo e quello mineralogico, dare nuova linfa al quartiere della "Badia", ma anche a quelli degli "Angeli", di "Santa Flavia e del Centro storico. È questa una "mission" che deve veder coinvolti tutti i nisseni e che non possiamo assolutamente fallire... ». G. S. 13122013