le perizie dellesperta alle ossa incastonate nella scogliera Avola. Lo scheletro umano incastonato in un tratto della scogliera di Gallina è un reperto archeologico. Lo ha accertato Simona Sirugo, l'archeologa che insieme al medico legale Giuseppe Caldarella e sotto la direzione scientifica dell'unità operativa dei Beni ARCHEOLOGICI della Soprintendenza ha eseguito, ieri mattina, le operazioni di estrazione dei resti. Sul posto anche i carabinieri della compagnia di Noto e della sezione del Tpc (Tutela del patrimonio culturale) di Siracusa. Se la prima perizia effettuata lunedì mattina aveva fatto presumere che lo scheletro potesse appartenere a una donna di giovane età deceduta tra i 20 e i 40 anni fa, gli ulteriori accertamenti hanno fatto prendere una piega totalmente diversa a quello che si delineava come un macabro ritrovamento. Le indagini eseguite dai carabinieri hanno consentito di appurare che le ossa sono di un uomo di età compresa tra i 40 e i 45 anni. Il test al carbonio 14 ha permesso inoltre di stabilire che i reperti sono risalenti a un'epoca antichissima. Il fatto che lo scheletro dell'uomo sia stato trovato a diversi metri di profondità farebbe inoltre presumere che il cadavere sia stato seppellito proprio lì. La zona compresa tra Borgellusa e Gallina non sarebbe infatti nuova a scoperte di interesse archeologico di questo tipo. Alle spalle della fascia costiera interessata dal ritrovamento delle ossa umane si trova non a caso il Dolmen Ciancio, un'enorme costruzione megalitica del periodo neolitico di cui non sono mai state accertate le origini storiche ma che, dal 1961, viene considerato un monumento funebre. I resti di ossa estratti sono stati trasferiti in un istituto di medicina legale, dove verranno fatti ulteriori accertamenti. Emanuela Tralongo 11122013
SICILIA - Avola. Lo scheletro umano incastonato in un tratto della scogliera di Gallina è un reperto archeologico
Lo scheletro umano incastonato nella scogliera di Gallina è un reperto archeologico. Le perizie effettuate hanno stabilito che le ossa appartengono a un uomo di età compresa tra i 40 e i 45 anni. Il test al carbonio 14 ha permesso di stabilire che i reperti sono risalenti a un'epoca antichissima. La zona interessata dal ritrovamento è stata già oggetto di scoperte archeologiche di interesse. I resti di ossa estratti sono stati trasferiti in un istituto di medicina legale per ulteriori accertamenti.
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