Serve la convenzione per detrarre le donazioni. L'ente che eroga il denaro deve, infatti, stipulare una contratto con il beneficiario, ossia enti o fondazioni o associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro che svolgono o promuovono attività di studio, ricerca e documentazione di rilevante valore culturale e artistico. Inoltre, le iniziative devono aver già acquisito l'autorizzazione del ministero per i beni culturali con l'approvazione, almeno, del preventivo di spesa. Solo così il soggetto che effettua le erogazioni liberali potrà detrarre dall'imposta lorda un importo pari al 19 degli oneri, ai sensi dell'art. 147 del Tuir. Lo ha chiarito la risoluzione n. 42E del 5 aprile 2005 dell'Agenzia delle entrate, in risposta a un'istanza di interpello, presentata da una fondazione, sull'agevolazione fiscale per le erogazioni liberali a favore delle parrocchie. L'amministrazione finanziaria, premesso che la fondazione è un ente non commerciale, ha chiarito che le parrocchie hanno i requisiti previsti, dalla normativa per usufruire dell'agevolazione fiscale. Sono, infatti: - enti riconosciuti perché in base all'art. 29 della legge n. 2221985 «acquistano la personalità giuridica civile alla data di pubblicazione nella G. U. del decreto del ministero dell'interno che conferisce alle singole diocesi e parrocchie la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto»; - non perseguono fini di lucrò; - realizzano interventi su beni culturali tutelati. In ordine alle modalità delle erogazioni, per ottenere la detrazione, l'Agenzia ha specificato che tra ente beneficiario e soggetto erogatore deve essere sottoscritta una convenzione (il ministero ha un ruolo di controllore istituzionale dell'iniziativa sia in fase di progettazione e preventivazione della relativa spesa, sia in fase di consuntivo). Inoltre, le iniziative devono aver già avuto il via libera da parte della sovrintendenza dei beni culturali con l'approvazione, almeno, del preventivo di spesa. In caso contrario, le attività sono difficilmente qualificabili come iniziative culturali utili ai fini dello sgravio fiscale.