AGLI Uffizi è l' ora del giallo. Dopo il blu delle sale degli stranieri, inaugurate nel dicembre 2011, e il cremisi di quelle dedicate al manierismo fiorentino, presentate nel corso del 2012, è l' ocra il colore scelto per identificare i pittori fiorentini del Seicento, le cui opere sono esposte, da ieri, in sei nuovi ambienti al piano nobile del complesso vasariano, nell' ala di Levante. Una tappa in più per il progetto Nuovi Uffizi che, dopo tanti ritardi nella fase di avvio, procede ormai a passi regolari, con nuove aperture a cadenza semestrale: cinquantasei gli ambienti inaugurati fino ad oggi, per un totale di 2.880 metri quadri di superficie visitabile in piùe 330 opere uscite dai depositi ed entrate a pieno titolo nel percorso espositivo della più frequentata galleria italiana. Che, oggi, si trova ad affrontare un' altra, fondamentale, questione: la gestione del Corridoio Vasariano e della sua straordinaria collezione di autoritratti, le cui nuove modalità di accesso e visita sono al centro, da settimane, di uno scontro aperto tra soprintendenza e sindacati. Tra le più antiche dell' edificio, completate intorno al 1580 e destinate in un primo momento ai commettitori di pietre dure, poi adibite ad archivio, le sei sale inaugurate ieri, numerate da 95 a 100, ospitano adesso 48 opere, provenienti in parte dai depositi, in parte dal Vasariano, di autori come Jacopo Chimenti detto l' Empoli, Giovanni Bilivert, Filippo Napoletano, Justus Suttermans, Francesco Furini, Carlo Dolci. Artisti studiatie amati da Roberto Longhie da alcuni dei più importanti storici che ne raccolsero l' eredità, come Mina Gregori, Carlo Del Bravo, Piero Bigongiari, e la cui presenza agli Uffizi si pone come un richiamo ideale alla mostra sul Seicento fiorentino organizzata nel 1986 a Palazzo Strozzi, prima, organica ricognizione su una stagione artistica considerata per lo più "declinante" rispetto ai fasti di Quattrocento e Cinquecento. «Si tratta di un' arte - commenta il direttore Antonio Natali, che ha curato l' allestimento insieme a Francesca De Luca - capace di rendere familiare e domestico ogni tema. E che, per questo, richiedeva uno sguardo particolare». Ecco allora, per la prima volta nella storia del museo, opere esposte non secondo i consueti criteri cronologici o monografici, ma sulla base dei soggetti rappresentati: si comincia con mezze figure per lo più allegoriche, poi nature morte, paesaggi, ritratti, pittura di storia e, infine, dipinti monumentali. Ed ecco anche, dopo tinte medicee come il rosso e l' azzurro, un colore di ispirazione barocca come il giallo ocra, scelto «per l' evocazione sottesa di damaschi di miele su cui campeggiavano dipinti e cornici dorate nelle stanze di nobili dimore». Quanto al futuro, spiega Alessandra Marino, responsabile dei Nuovi Uffizi, «andiamo adesso a lavorare nella galleria storica». Tra gli ambienti di prossima inaugurazione non ci saranno più, dunque, spazi recuperati dall' Archivio di Stato, ma sale e salette già parte del percorso espositivo, restaurate, rinnovate e riallestite, a cominciare dalla Sala 1, già "archeologica", che da Pasqua andrà invece a ospitare opere del Duecento. Non sarebbe invece «una priorità», almeno secondo la soprintendente Cristina Acidini, la realizzazione della loggia di uscita progettata da Arata Isozaki, vincitore del concorso del ' 98: «Mancano le condizioni concrete e fattuali di disporre del finanziamento necessario a realizzarla». Rimane aperta, intanto, la questione Vasariano. Ieri Acidini ha confermato l' intenzione di istituire un biglietto unico, seppure a ingresso contingentato, per rendere «più razionale» l' accesso al Corridoio, oggi quasi interamente in mano ai tour operator privati che, per una visita guidata, arrivano a chiedere fino a 95 euro. L' idea è affidare il servizio di biglietteria, prenotazione e visite guidate al concessionario Firenze Musei, che garantirebbe un prezzo trasparente e uguale per tutti. Un progetto che non piace a Fp-Cgil e Cisl-Fp, scese in piazza, nei giorni scorsi, contro la «privatizzazione» del Corridoio e l' istituzione di un biglietto che, a tariffa intera, arriverebbe comunque a costare 34 euro. Convinti che gli stessi dipendenti del Polo museale potrebbero offrire lo stesso servizio «gratis e all' insegna della qualità», i sindacati hanno raccolto, in una settimana, oltre 1.600 firme. «Concentrare il personale interno sul Corridoio Vasariano significherebbe sguarnire le sale di Galleria, storichee nuove,o di altri musei del Polo, col rischio di diminuire i livelli di sicurezza e di apertura», replica Acidini. La quale apre tuttavia all' ipotesi di attuare «parte delle visite con il solo personale interno, compatibilmente con l' apertura delle sale della Galleria».