Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Novara, Alessandria e Verbano-Cusio-Ossola ha avviato un procedimento per riesaminare e (speriamo!) annullare i permessi che aveva rilasciato per la costruzione di un'antenna della Ericsson alta 30 metri che è stata costruita (ma non ultimata) a Dumera, un incantevole borgo medioevale sulla riva del Lago Maggiore. Stremate da decine di spending-reviews, prive di personale, pressate da interessi ben più grandi di loro e lasciate sole dagli enti locali (assai spesso proni agli interessi del denaro, più che all'interesse pubblico) le nostre soprintendenze spesso arrancano: e in questo caso avevano autorizzato un vero e proprio scempio, basandosi su progetti per così dire ottimisti. Ma come sempre più spesso capita l'insorgere di un gruppo di cittadini (in questo caso il Comitato Alto Verbano) e di Italia Nostra ha costretto la soprintendente Luisa Papotti a tornare, coraggiosamente, sui propri passi. Il Comitato Alto Verbano fa notare che per l'antenna la costruzione più alta del Comune di Oggebbio è stata scelta la posizione peggiore: perché "spicca a mezza costa sulle colline che si affacciano sul lago ed è ben visibile dalle sponde del lago oltre a deturpare il belvedere del lago stesso". E denuncia "la circostanza per la quale il progetto autorizzato sia stato corredato da fotosimulazioni che al fine di dimostrare la ridotta percepibilità dell'antenna escludevano punti di presa della frazione Dumera, del lago e delle retrostanti montagne". Insomma, ce ne è più che abbastanza per fare smontare l'antenna. L'articolo 9 della Costituzione tutela "il paesaggio e il patrimonio storico e artistico" perché è il paesaggio costruito dall'uomo, in millenni, il vero capolavoro dell'arte italiana. Chi pianterebbe una simile antenna nella Cappella Sistina? Ma Dumera e il Lago Maggiore sono parti dello stesso corpo, e non sono meno vitali.