Le nomine di Pompei sono la prima buona notizia sul patrimonio culturale da molti anni a questa parte. Perché Giovanni Nistri e Fabrizio Magani, diversi e complementari, possono garantire legalità ed efficienza negli appalti. E, se il prossimo soprintendente archeologo di Pompei sarà all'altezza, formeranno la squadra giusta. Una squadra all'insegna della competenza, espressione del meglio del Ministero per i Beni culturali. Non sono un testimone neutrale: negli ultimi mesi ho fatto parte della commissione che ha proposto al ministro un piano di riforma del Mibac. E ho visto da vicino gli sforzi di Massimo Bray per cambiare lo stato presente delle cose. È un'impresa titanica, su due fronti: perché il quartier generale del Ministero è refrattario ad ogni novità, e perché i poteri che contano terrebbero i Beni culturali in un eterno sfascio, per fare come se non ci fossero. Nonostante tutto, Bray ci prova: e, almeno a Pompei, alla fine ci riesce. Se al Collegio Romano ci fosse stato il solito non-ministro (alla Bondi, Galan, Ornaghi...) il direttore l'avremmo avuto in due giorni: ma sarebbe stato o un diplomatico prestato a fare il vicepresidente di Unicredit, o un prefetto già due volte sindaco di Angri con la Margherita. Su tutti i giornali a partire dal «Mattino» di Caltagirone, che ha attaccato Bray ogni giorno, impallinandone ogni candidato si è letto che questi nomi erano voluti fortemente da una parte del Pd campano, legato alla Fondazione Pompei. E si è letto anche che questa linea aveva un'importante sponda all'interno della Presidenza del Consiglio, cui spettava fare la nomina. Ma Bray ha tenuto duro. Ha detto per mesi «preferirei di no», come lo scrivano Bartleby di Melville. Lo ha fatto esponendosi a critiche feroci per un ritardo che non si doveva a lui, e arrivando a far capire che piuttosto che accettare una decisione 'politica', si sarebbe dimesso. E questa linea 'tecnica' testarda e silenziosa ha, alla fine, prevalso. Nulla di eroico: pura normalità. Quella che mancava.
POMPEI - Nulla di eroico: è questa la normalità
Il Ministero per i Beni culturali ha nominato due nuovi soprintendenti archeologi a Pompei, Giovanni Nistri e Fabrizio Magani. Questa nomina è stata considerata una buona notizia per il patrimonio culturale della città. I due nuovi soprintendenti sono stati scelti per garantire legalità ed efficienza negli appalti e per formare una squadra competente. La nomina è stata possibile grazie agli sforzi di Massimo Bray, direttore del Ministero per i Beni culturali, che ha lavorato per cambiare lo stato presente delle cose. Bray ha resistito alle pressioni politiche e ha mantenuto la sua linea 'tecnica' per garantire la nomina dei due nuovi soprintendenti.
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