Bilancio positivo dopo la "campagna" nel sito di monte Giulfo Villarosa. Il sito archeologico di monte Giulfo continua a suscitare enorme interesse. Se n'è parlato ieri pomeriggio nel corso della cerimonia di chiusura della campagna di scavo 2013, organizzata da SiciliAntica presso la biblioteca comunale, dove nell'occasione sono stati consegnati gli attestati di partecipazione a 40 studenti siciliani che si stanno formando nelle discipline archeologiche sul campo. Sono intervenuti il sindaco Franco Costanza, l'assessore alla cultura Katya Rapè, il soprintendente ai Beni Culturali, Salvatore Gueli, l'archeologa della soprintendenza, responsabile del sito, Francesca Valbruzzi, il vice presidente regionale e il presidente provinciale di SiciliAntica, Giuseppe Lo Porto e Gaetano Marchiafava, l'archeologo responsabile dello scavo Sandro Amata e l'archeologo Angelo Di Stefano. "Sono particolarmente contento - ha detto il sindaco Costanza - per quello che sta venendo alla luce nel nostro territorio. Noi contribuiamo, per quello che possiamo, da un punto di vista logistico e con piacere ospitiamo i ragazzi che ogni anno partecipano agli scavi". "Il lavoro della soprintendenza - ha affermato il soprintendente Gueli - spesso è un lavoro difficoltoso e noi dobbiamo ringraziare associazioni come SiciliAntica che si prestano dove noi non possiamo arrivare. I fondi scarseggiano sempre di più e non sempre riusciamo ad investire su quello che è lo scavo e la ricerca. In provincia di Enna abbiamo 350 siti ARCHEOLOGICI e intervenire su un patrimonio così vasto diventa un po' problematico. Non tanto da un punto di vista dello scavo, ma nella tutela di quello che mano mano viene alla luce". "L'area archeologica di monte Giulfo - ha commentato l'archeologa Valbruzzi - è rilevante perchè racconta la storia di comunità indigene ben organizzate dell'interno della Sicilia in età del ferro che avevano occupato molti siti di altura della nostra provincia. Comunità che ci hanno lasciato a monumento della loro storia e identità testimonianze che rappresentano la complessità anche sociale, culturale ed economica di queste popolazioni ben prima dell'arrivo dei greci. Poi con l'arrivo dei questi ultimi che siguivano le vie di penetrazioni fluviali, la valle del Morello è una di queste, chiaramente le popolazioni preesistenti, entrando in contatto con un modello culturale diverso, si arricchirono ancora di più rispetto alle loro tradizioni". "Quest'anno abbiamo rinvenuto - ha sottolineato con soddisfazione Sandro Amata - nel versante settentrionale del pendio della montagna una zona intatta, integra rispetto all'abitato urbano scoperto negli anni passati. Una scoperta quest'ultima molto rilevante perchè sarebbe la prima rinvenuta in Sicilia per quanto riguarda il periodo intorno al VI secolo a. C. ". Pietro Lisacchi 08122013