«Il governo ha creduto fortissimamente nell'unire il turismo alla cultura, convinti come siamo che saranno due delle principali leve della crescita del nostro Paese. Ho affrontato il problema dei prestiti, dicendo che è importante che alcune opere d'arte siano conosciute in tutto il mondo. Mi piacerebbe che fossero i turisti stranieri a venire in Italia a conoscerle. Lì dove stabiliremo anche con accordi tra Paesi di poter favorire il prestito di alcune opere mi piacerebbe, e darò una direttiva in tal senso, che il prestito si accompagnasse sempre ad un momento di studio. Che un'opera d'arte venga contestualizzata nell'epoca storica che l'ha prodotta». Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali parlando con i giornalisti a Palermo, del decreto regionale siciliano che blocca il prestito delle opere d'arte ai musei stranieri. Bray ha poi commentato l'esclusione del capoluogo siciliano dalla corsa a Capitale europea della cultura 2019. «Mi dispiace moltissimo. Mi sarebbe piaciuto moltissimo, perché credo che sia una città che abbia saputo esprimere negli anni il senso della cultura. Lo sta esprimendo in questo periodo, e chi fa questo capisce che la cultura è uno dei valori principali su cui investire. Come governo abbiamo immediatamente colto l'importanza per tante città di essere presenti in questa competizione», ha concluso il ministro. h