Pistoia, 6 dicembre 2013 - Funzioni pubbliche «di pregio», museali, di custodia della memoria e di osservatorio permanente sulla città, sulle sue trasformazioni sociali, economiche e urbanistiche. Non è una novità, per il vecchio Ceppo. Il sindaco le aveva già annunciate in parte a settembre, spiegando di voler concentrare, oltre ad appartamenti e piccoli spazi commerciali «di vicinato», gli uffici comunali nella parte più nuova dell'ex ospedale. Adesso, arriva qualche dettaglio per la parte vecchia, con lo studio di riorganizzazione del sistema museale cittadino elaborato, a titolo gratuito, da Claudio Rosati, già dirigente del settore musei della Regione Toscana, e denominato Pimuc, ovvero «Pistoia Musei della città». Proprio un anno fa, con apposito decreto, il sindaco aveva infatti conferito a Rosati l'incarico di coordinatore del gruppo di lavoro interno al Comune che aveva il compito di ripensare l'offerta museale cittadina, anche a seguito della liberazione degli spazi del Ceppo per il trasferimento dell'ospedale. Lo studio si è concentrato sulla riorganizzazione e sulla valorizzazione del Museo Civico e del Centro Giovanni Michelucci, sull'istituzione in Palazzo di Giano di un «Museo del Palazzo» e sulla riconsiderazione dell'utilizzo della parte storica del vecchio ospedale del Ceppo, dove dovrà sorgere un polo culturale, spazio vivo non solo di conoscenza, ma anche di esperienza, in un intreccio fecondo con la «Casa della Città» ovvero un laboratorio che recupera il meglio delle esperienze italiane di urban center, luoghi di partecipazione attiva dei cittadini alla discussione sul presente e sulle prospettive di sviluppo della città. Nel progetto di riqualificazione dell'area del vecchio ospedale cittadino dovranno trovare spazio le esperienze più moderne della progettazione urbanistica e, specialmente nella parte monumentale, funzioni pubbliche di pregio, museali, di custodia della memoria e di permanente osservatorio sulla città, sulle sue trasformazioni sociali, economiche e urbanistiche. Infatti, se per il Palazzo Comunale e il Museo Civico si tratta di adeguamenti, pur consistenti, per la parte storica del Ceppo la sfida è quella di pensare a qualcosa di completamente nuovo da proporre come base per una discussione «aperta e feconda» che veda protagonista tutta la città. L'orientamento dell'amministrazione è quello di costituire un polo culturale con un intreccio di funzioni in grado di rafforzarsi a vicenda: alcune sono già presenti, come la «Pistoia sotterranea» e la Biblioteca dell'Accademia Medica «Filippo Pacini», altre sono in fase di realizzazione come il museo che si costituirà con la raccolta dei ferri chirurgici, altre ancora di nuovo insediamento come l'archivio storico del Comune, collocato attualmente negli ex Bagni comunali di via Pacinotti, e quello dell'anagrafe, adesso disposto al piano terra di Palazzo Fabroni che potrà dunque essere liberato per essere dedicato nella sua interezza all'arte contemporanea. Il Ceppo accoglierà anche, come detto, il Centro di documentazione Michelucci con i 2.087 disegni del maestro, che dovranno essere valorizzati e digitalizzati per permetterne una migliore fruizione e consultazione. La commissione consiliare cultura inizierà ad esaminare il complesso studio elaborato da Rosati che si è concentrato su tre linee direttrici: l'accessibilità culturale, la proiezione nel territorio e la relazione tra il patrimonio e le persone. Ieri, la giunta ha deliberato la costituzione di un gruppo di lavoro misto per la realizzazione della Casa della Città, che, dopo mesi di progettazione preliminare, potrà presto aprirsi al contributo concreto dei pistoiesi.