Livorno, 6 dicembre 2013 - C'è voluta Marcella Amadio (Pdl) per far aprire le porte dei depositi d'arte del Museo Fattori a Villa Mimbelli. Lo ha chiesto la prima volta in consiglio comunale in occasione del dibattito sulla opportunità di mettere in mostra le tre false teste di Modigliani. «Visto che il Comune posside un cospicuo patrimonio di opere d'arte dice la Amadio e reperti archeologici di epoca etrusca, tristemente custoditi nei magazzini, esponiamo questo patrimonio al Museo Fattori. Intanto propongo un sopralluogo dove questo tesoro è custodito per conoscere lo stato delle cose». A questa richiesta è seguita un'interrogazione del 26 novembre in cui ha chiesto «l'elenco aggiornato delle opere, una relazione sull'entità del patrimonio, i luoghi dove sono custodite, il loro stato di conservazione». Di qui la richiesta ufficiale «di sopralluogo della VII commisione». Così ieri mattina la commissione (presieduta da Dinora Mambrini del Pd) si è racata a fare visita ai nei magazzini di Villa Mimbelli dove sono conservati opere e reperti non esposti. La Amadio ne ha approfittato per chiedere alla direttrice del Fattori, Francesca Giampalo: «Perché non esponete tutto questo patrimonio magari a rotazione?». La Giampalo ha risposto: «Siccome il museo è intitolato al Fattori, fare una cosa del genere snaturerebbe l'identità del museo». La Amadio le ha replicato: «Il fatto che il Museo sia intitolato a Fattori è irrilevante perché è oggi l'unico luogo di Livorno adibito alla esposizione di opere d'arte».