Invisibili da 4 anni erano nella sala Consiglio regionale in attesa dell'ultimazione dei lavori al Museo di Reggio Calabria. Per questo Cardini aveva lanciato l'idea di farli tornare a Firenze. Dove sono stati restaurati ed esposti per la prima volta Firenze, 6 dicembre 2013 - Riportare i Bronzi di Riace a Firenze? Se n'è parlato - e seriamente - fino all'estate scorsa. Perfino Roberto Cecchi, sottosegretario ai Beni Culturali, sembrava favorevole: "Sarebbe il modo per far rivivere un'emozione irripetibile", le parole dell'architetto, sottosegretario per la valorizzazione dei beni culturali e dei reperti archeologici del Mibac, tornando con la memooria agli anni '80 e alla grande mostra allestita nelle sale del Museo Archeologico Fiorentino. Oggi l'ipotesi sembra sfumare: a quarant'anni dal loro ritrovamento, correva il 16 agosto del 1972, i Bronzi di Riace (da anni invisibili) , conservano inalterato tutto il lorofascino intramontabile, tanto da richiamare l'attenzione di tantissimi turisti: dopo quattro, lunghi anni di restauro conservativo, nel segreto di un'apposita sala del Consiglio regionale della Calabria, i due guerrieri sono tornati nelle sale del Museo nazionale di Reggio Calabria. Il sofisticato restauro delle statue era materialmente terminato nel 2011, ma i Bronzi erano rimasti nell'ambiente climatizzato del Consiglio regionale in attesa dell'ultimazione dei lavori al Museo. Durante le fasi del restauro c'e' stata prima una Tac e poi rilevamenti mirati con i raggi gamma che hanno consentito d'indagare fin nel profondo il loro stato di conservazione. La storia contemporanea dei Bronzi di Riace ha inizio il 16 agosto del 1972. A ritrovare le due statue, a 300 metri dalla spiaggia di Riace, sulla costa jonica reggina, fu il sub dilettante Stefano Mariottini. La sua attenzione si concentro subito sul braccio sinistro di quella che fu denominata statua A, raffigurante il guerriero più giovane, che emergeva dalla sabbia sul fondo del mare. Per sollevare e recuperare i due capolavori, i carabinieri del nucleo sommozzatori utilizzarono un pallone gonfiato con l'aria delle bombole. Il 21 agosto fu recuperata la statua B, che raffigura il guerriero più anziano, ed il giorno successivo toccò all'altra. Sin da subito ci si rese conto della straordinaria scoperta, che rappresenta una delle poche testimonianze dirette dei maestri scultori del mondo greco classico. Tre anni dopo il loro ritrovamento e dopo i primi accertamenti, i due guerrieri furono inviati nel centro di restauro della Soprintendenza archeologica della Toscana, a Firenze. E proprio in quel centro i guerrieri ricevettero le prime cure e il primo restauro. Indimenticabile, la mostra allestita al Museo Archeologico fiorentino negli anni '80 mostra. Nella grande sala hanno fatto il solco migliaia di persone per ammirare quegli Dei dai muscoli d'acciaio e dallo sguardo impenetrabile. Qualcuno stava ore ad ammirarli, signore e signorine tornavano quasi ogni giorno per settimane. Una specie di amore collettivo e contagioso... Firenze si invaghì perdutamente dei Bronzi di Riace e il loro divenne, inaspettatamente, un successo mondiale. Tanto che, nel 1980, in virtù della loro straordinaria bellezza, l'allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, decise di far esporre i due Bronzi di Riace al Quirinale. La storia e la godibilità dei due guerrieri da sempre affascina e fa discutere gli esperti di archeologia e di beni culturali. Per diverso tempo si era pensato di clonare le due statue per renderle itineranti, ma il progetto, travolto dalle polemiche, è stato abbandonato. Il ritorno delle due colossali statue bronzee elleniche del V secolo a.C a Firenze è stata lanciata nei mesi scorsi dal professor Franco Cardini, che ipotizzò un'occasione per mostrare agli occhi del mondo questi due immensi capolavori, da troppo tempo "invisibili"... Il problema? Il trasporto: " Come ministero movimentiamo mediamente 10-12mila opere ogni anno", tranquillizzò gli animi Roberto Cecchi l'estate scorsa. Ma la Calabria di vedersi "scippare" le due statue di provenienza ellenica - alte due metri e pesanti circa duecento chili ciascuna - recuperate in quelle acque, non ne ha voluto sapere. Tanto che- come risposta alla proposta Cardini - l'assessore regionale alla Cultura della Regione Calabria, Mario Caligiuri, anche nella sua qualità di coordinatore degli assessori regionali alla cultura d'Italia, scrisse am Ministero una lettera chiedendo di definire un programma per investire enti locali e istituzioni pubbliche e private del compito di valorizzare opere d'arte e reperti archeologici custoditi nei musei statali, chiedendo un incontro al più presto, per meglio definire i contenuti della proposta. E il Mibac ribadì l'impegno a restituire ai cittadini i Bronzi di Riace nel loro splendore, destinando altri 7 milioni del Cipe per il restauro del Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria. Ieri la soprintendente archeologica della Calabria, Simonetta Bonomi, ha smentito qualsiasi ipotesi di spostamento dei Bronzi per la loro esposizione in altre sedi. "Non c'e' stata alcuna richiesta ufficiale in tal senso. Di voci - ha aggiunto - ne girano tante da tempo. Penso, comunque, che sia una cosa poco opportuna dopo la loro lunga permanenza nel laboratorio di palazzo Campanella e con il Museo appena riallestito e riaperto al pubblico. Cerchiamo invece di far venire qui le persone a vedere i Bronzi". Il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Bray, stamani ha illustrato le tappe future per il riposizionamento dei Bronzi all'interno del Museo: "Sono lieto di poter annunciare il ritorno dei Bronzi di Riace nella loro sede naturale. Si tratta di due beni importantissimi, che saranno ricollocati in posizione eretta nei prossimi 10 giorni ed entro due settimane, in occasione dell'apertura del Museo 'Magna Grecia', potranno essere ammirati dal pubblico. Questo di oggi è un ulteriore passo verso la scelta di valorizzare la cultura italiana". Info http:www.slideshare.netmassimobray9i-bronzi-di-riace-tornano-a-casa