Firenze, 2 dicembre 2013 Egregi Signori In seguito ad un articolo apparso su L'Espresso n 44 dal titolo "Salviamo l'Alinari" si è ingenerata una vivissima preoccupazione sulle sorti della Fratelli Alinari. L'articolo in questione cui i firmatari fanno esplicito riferimento conteneva delle gravi e lesive non verità che ci hanno costretto ad una replica come qui di seguito riportata: Egregio Dott. Agostinelli, pc Egr. Dott. Bruno Manfellotto Direttore Responsabile dalla lettura del suo articolo "Salviamo Alinari e l'Italia che non c'è più " (Espresso n. 44), al di là di una breve descrizione del valore storico dell'azienda, emergono una serie di informazioni non corrispondenti alla realtà, nonché gravemente lesive nei confronti della società che presiedo. Il che mi obbliga alle seguenti puntualizzazioni e rettifiche: anche perché i lettori, in un settimanale che si rispetti, hanno diritto a notizie corrispondenti alla verità. Alla Stock , in qualità di consigliere delegato di una società con 9 stabilimenti tra Italia ed Europa, ho conseguito bilanci sempre in attivo. Il Museo Nazionale Alinari della Fotografia di Firenze, in 7 anni di attività, ha prodotto oltre 30 mostre, di cui più di un terzo create esclusivamente con materiali del nostro patrimonio fotografico, e successivamente circuitate in Italia e all'estero. Le restanti esposizioni, provenienti dalle più importanti istituzioni fotografiche del mondo, hanno offerto ai visitatori un panorama internazionale sulla fotografia, attraverso una programmazione altrimenti non fruibile in Italia. Telecom è entrata nel capitale di Alinari oltre 10 anni dopo l'inizio delle campagne fotografiche realizzate da Alinari per le copertine degli elenchi telefonici SEAT. Il nostro sistema di digitalizzazione ad altissima definizione e catalogazione in italiano e inglese è stato apprezzato ed è adottato da varie istituzioni per la gestione dei propri archivi. Non ho mai parlato con Cesare Romiti chiedendo a Rcs di entrare nella società. Veniamo ora alle cifre e al presente. Dallo scorso giugno, cessata l'operatività di Alinari 24 ORE, Alinari IDEA ha ripreso tutte le proprie attività produttive, commerciali ed istituzionali. Poiché l'articolo arriva a citare l'accordo AlinariAnsa, presentato il 24 ottobre u.s., a quella data Alinari IDEA ha non uno, ma 8 dipendenti con regolare contratto di lavoro, assunti anche dalla mobilità di Alinari 24 ORE che, per dovere di cronaca, a quella data ha in cassa integrazione un quarto dei dipendenti citati nell'articolo. Nel 2012 Alinari IDEA era ancora contrattualmente legata ad Alinari 24 ORE: quindi non poteva, né doveva, aver mosso un giro d'"affari". In ogni caso il fatturato 2012 non è quello riportato, ma ben più consistente. Per quanto riguarda Alinari 24 ORE, questa era nata nell'ottobre 2007 per la "valorizzazione del patrimonio della storica società fiorentina, proprietaria di uno dei più importanti archivi fotografici del mondo". Al di là di opinioni e considerazioni personali, oggi la società è in liquidazione. L'azionista di maggioranza, il Sole 24 ORE, aveva nominato i due Amministratori Delegati che, con pieni poteri, si sono succeduti nella guida della società; esprimeva la maggioranza dei Consiglieri di Amministrazione (3 su 5) e il presidente del Collegio Sindacale. La gestione ed i relativi risultati erano quindi, ovviamente, di totale competenza dell'azionista di maggioranza. Il debito è più che coperto dal valore dell'iimmobile (citando un mutuo, è scorretto non citare il relativo immobile). Il prestito obbligazionario può essere rinnovato ben oltre il termine indicato, quindi assolutamente sotto controllo. La invocata preoccupazione che Alinari dia fondo al suo patrimonio fotografico, e alla storia che esso rappresenta, non ha, quindi, alcuna fondata motivazione. Oggi l'archivio Alinari conta oltre 5 milioni di foto: uno dei più grandi ed importanti al mondo. Tale resta ad onta di qualsiasi futile chiacchiera. Ringraziando per lo spazio che verrà dedicato alla immediata pubblicazione integrale di questa mia, porgo cordiali saluti. Il Presidente Comm. Claudio de Polo Saibanti Penso che una lettura di quanto sopra possa rassicurare tutti i firmatari dell'appello che ringrazio per la solidarietà che hanno dimostrato. Alinari senza attendere alcun "salvataggio" o "finanziamento pubblico" si è già rimboccata le maniche, come peraltro ha sempre fatto, per dare continuità alla più antica azienda al mondo operante nel settore della fotografia e quindi della comunicazione per immagini. Per quanto attiene al nostro patrimonio fotografico - citato dai firmatari- siamo orgogliosi di comunicare che ai 5.015.000 fotografie si sono aggiunte negli ultimi tre anni (2011-2013) altre 20.500 fotografie dell'800 e 900 (dagherrotipi, vintages, albumine, bromuri, fotopitture, negativi, ecc. ) : il tutto con un intuibile ingente investimento. Quindi, malgrado i difficili momenti della fotografia italiana, che noi ben conosciamo, Alinari con mostre, libri e restauri ha valorizzato, sia a livello culturale per il Paese sia con l'acquisizione alle proprie collezioni opere di fotografi quali Bettina Rehms, Doisneau, Orioli, Janigro, Izis, Lo Calzo, Witkin, Ahae oltre alle straordinarie campagne fotografiche, le uniche conosciute, del grande artista e scenografo surrealista Fabrizio Clerici a Leptis Magna negli anni 50. Ci permettiamo di sottolineare che se altre istituzioni da "salvare" operassero come Alinari sta operando, noi tutti potremmo rallegrarcene. Vi prego di voler pubblicare accanto all'appello , questo mio contributo sullo stato dell'arte dell'Alinari che, sono certo, è importante e chiarificatore. Quanto sopra, plaudendo alla finalità del vostro sito, del quale condivido appieno la filosofia che ha voluta far propria e supportare. Cordiali saluti Claudio de Polo Saibanti Presidente Fratelli Alinari Idea e Fondazione Alinari