Il direttore dei Beni Culturali Soragni: «Permuta possibile solo se il nuovo edificio è di pregio maggiore, a noi l'Ateneo ha chiesto solo della vendita» Ca' Bembo, Ca' Cappello e Palazzo Cosulich - i tre edifici storici che ospitano la Facoltà di Lingue e che Ca' Foscari intende scambiare alla pari con il novecentesco Ca' Sagredo della società Pensplan Invest sgr per riaccorpare qui tutti i Dipartimenti - saranno venduti e non permutati, come intendeva fare invece l'ateneo su proposta del rettore Carlo Carraro. La novità nella tormentata vicenda della cessione dei palazzi, che ha suscitato proteste da parte di docenti e studenti, e anche da settori della società civile, arriva direttamente dal direttore regionale dei Beni Culturali del Veneto Ugo Soragni, che chiarisce i termini della questione. «Ca' Foscari - spiega l'architetto Soragni - ci ha chiesto un'autorizzazione per la vendita di quei tre palazzi, con conseguente passaggio di denaro, ma non per la loro permuta - come leggo sui giornali - in cambio di un altro edificio. È chiaro che se di permuta invece dovesse trattarsi, i Beni Culturali non potrebbero più esercitare il diritto di prelazione - teoricamente previsto per le vendite di immobili vincolati - ma si dovrebbero applicare le disposizioni dell'articolo 58 del Codice dei Beni Culturali, che le ammette solo laddove da questa derivi, a favore di chi cede i beni culturali, "un incremento del patrimonio culturale nazionale". Non si può, ad esempio, cedere un palazzo del Cinquecento per un immobile novecentesco e sta appunto alla Soprintendenza verificare nella richiesta di permuta, la corrispondenza di questo requisiti». Proprio questo ostacolo, probabilmente, ha spinto l'ateneo al cambio di rotta, con lo stesso Carraro che anche pochi giorni fa, con una lunga nota, ha rivendicato i vantaggi dell'operazione, contestualmente alla rimozione dalla rete pochi del verbale del Cda di luglio, che autorizzava la permuta, «solo perché il notaio ci aveva chiesto delle precisazioni formali e questo richiedeva una piccola modifica del verbale». «Si tratta di un grande beneficio economico - scrive per Ca' Foscari, oltre che di un beneficio funzionale. Il risoparmio è di circa un milone all'anno di spese di funzionamento e di circa 5 milioni complessivi di spese manutenzione». E mentre sta per essere lanciato un appello alla cittadinanza contro la cessione da parte di Ca' Foscari dei tre palazzi, - con lo scrittore Tiziano Scarpa tra i promotori - giungono invece nuove manifestazioni di sostegno e solidarietà al rettore per l'"invasione" del Consiglio di amministrazione da parte di un gruppo di studenti alcuni giorni fa - con forti contestazioni nei confronti di Carraro e le accuse di uno studente verso di lui nella concitazione del momento. Un documento firmato da prorettori e direttori di Dipartimento dell'ateneo, giudicano «inaccettabile» l'irruzione in Cda degli studenti e «che il rettore - che rappresenta tutto l'ateneo - venga ripetutamente offeso. Sulla base delle testimonianze dei presenti all'accaduto, infine, riteniamo prove di fondamento le accuse, mosse al rettore, di aver usato violenza ad uno studente». Sulla stessa linea anche una nota del personale tecnico-amministrativo di Ca' Foscari presente alla seduta del consiglio di amministrazione che esprimono la loro disapprovazione «per il comportamento tenuto dal gruppo dsi manifestanti che ha fatto irruzione nelle stanze del rettorato e nella sala dove sta svolgendosi la seduta». Entrambe le componenti auspicano il ritorno a un clima di confronto civile all'interno di Ca' Foscari. (ha collaborato Vera Mantengoli)