La sovrintendenza di Palermo, guidata da Maria Elena Volpes, cambia sede e si trasferisce al primo piano nel restaurato palazzo Ajutamicristo di via Garibaldi, 41 (nella foto). L'inaugurazione il prossimo 18 dicembre. La dimora è di proprietà della Regione siciliana, che risparmia così un canone annuo di un milione di euro. I locali di via Pasquale Calvi non erano più idonei per ospitare la sovrintendenza. Palazzo Ajutamicristo è una location funzionale, carica di storia. Gli ultimi interventi di restauro sono costati 2 milioni e 400 mila euro. La nuova sede si trova in quella che fu la medievale Fieravecchia. Il palazzo nacque come residenza di Guglielmo Ajutamicristo, ricco mercante di origine pisana, che per la sua attività di banchiere divenne nobile e potente. Commissionò la propria domus magna all'architetto Matteo Carnalivari, il migliore dell'epoca. Quando iniziarono i lavori era il 1490. La costruzione, sontuosa ed imponente, dava lungo la Ruga Portae Thermarum. L'edificio venne alzato in un'area libera, confinante con i profumati giardini della Magione. Il progetto quattrocentesco comprendeva una struttura a tre livelli, dei quali il piano terreno era destinato ai depositi per le mercanzie, il piano nobile alla residenza padronale e l'ultimo ai cadetti e alla servitù. Nel 1501 si spense Guglielmo Ajutamicristo e l'edificio non poté essere completato. Per alcuni anni il cantiere rimase fermo. A ultimare i lavori fu Margherita Ajutamicristo. Nell'edificio, tra il 1535 e il 1544, furono ospitati l'imperatore Carlo V e il re di Tunisi Muley Hassan. Nel 1584 la dimora fu venduta alla famiglia Moncada di Paternò. Nel 1763, su iniziativa del principe Giovanni Luigi Moncada, la costruzione venne arricchita di altri saloni. Quello da ballo, totalmente nuovo, fu realizzato da Andrea Gigante. L'affresco della volta raffigura "La gloria del principe virtuoso" e porta la firma di Giuseppe Crestadoro, allievo di Vito D'Anna. Nel 1884 i Moncada vendettero il palazzo ai Calefati di Canalotti e ai Tasca d'Almerita. Nel giardino - con accesso al pubblico da via Castrofilippo - erano collocate diverse statue e la fontana del "Cavalluccio Marino" scolpita da Ignazio Marabitti, poi acquisita dal Senato palermitano e sistemata in piazzetta Santo Spirito. Nel 1991 il barone Vincenzo Calefati di Canalotti ha avviato opere di consolidamento e restauro nell'ala destra. Un anno dopo, l'ala sinistra del palazzo di via Garibaldi di proprietà dei Tasca d'Almerita, venne ceduta alla Regione siciliana. Vincenzo Prestigiacomo 03122013
SICILIA - Nuova casa per la sovrintendenza ai Beni Culturali
La sovrintendenza di Palermo si trasferisce al primo piano del palazzo Ajutamicristo di via Garibaldi, 41, in una location storica. La nuova sede è di proprietà della Regione siciliana, che risparmia un canone annuo di un milione di euro. Il palazzo è stato restaurato con interventi costanti 2 milioni e 400 mila euro. La sovrintendenza cambia sede per motivi di idoneità dei locali di via Pasquale Calvi. Il palazzo Ajutamicristo è una location storica, nato come residenza di Guglielmo Ajutamicristo, ricco mercante di origine pisana, che divenne nobile e potente.
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