Grido d'allarme della soprintendente Damiani alla vigilia dell'arrivo di Bray «C'è un progetto per allestire la nuova ala museale ma mancano le risorse» Le Grandi Gallerie dell'Accademia stanno finalmente per aprire, dopo anni di attesa per i lavori, ma la Soprintendenza per il polo museale veneziano, che dovrà gestirle - come fa già con la pinacoteca al piano superiore - non ha le risorse per riallestirle, né il personale per tenerle aperte. È un grido d'allarme quello che lancia la soprintendente Giovanna Damiani, a pochi giorni dalla venuta del ministro dei Beni Culturali Massimo Bray che dovrebbe essere in laguna a metà mese per «battezzarle», per ora vuote, con la sola "scatola" architettonica predisposta dall'architetto Tobia Scarpa con la direzione dei lavori del soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia Renata Codello. «C'è già un progetto preciso per l'allestimento della nuova ala del museo nell'ex convento della Carità - spiega la dottoressa Damiani - e prevede che qui siano esposte le collezioni delle Gallerie che vanno dal Seicento al Novecento, movimentando anche molte opere che sono attualmente conservate nei nostri depositi. In più, ci sarà una sezione con opere-simbolo di grandi artisti che vanno da Canova (a cui sarà dedicata una sala vera e propria) a Vedova e un'area espositiva per le mostre che potrà funzionare, con entrata propria, anche a museo chiuso. Il punto è che per attuare l'allestimento servono risorse importanti di cui attualmente la Soprintendenza non dispone, dovendo portare qui anche opere gigantesche di artisti come Tiepolo o Strozzi. Non sapremmo proprio come fare, nelle condizioni attuale». L'altro problema riguarda il personale della Soprintendenza e di conseguenza anche la guardianìa delle sale. «Il personale attuale è ridotto al minimo - spiega ancora il soprintendente - non viene reintegrato quello che va in pensione e riusciamo solo con enormi difficoltà a tenere aperte le nostre sedi museali. Con l'apertura delle Grandi Gallerie e la necessità di avere personale che assicuri la guardianìa delle sale, avremmo problemi insormontabili». Tutti problemi che saranno girati ei prossimi giorni, in occasione della sua visita in laguna, al ministro Bray, che, oltre a tagliare il nastro del nuovo museo, dovrà metterlo anche in condizione di poter funzionare. Con il nuovo anno, inoltre, partiranno i restauri anche al piano superiore, con necessità di chiusura di sale e spostamenti di opere.