L' ENNESIMO annuncio giunge con un tweet. «Entro il 9 dicembre nomineremo il direttore generale del progetto Grande Pompei per realizzare al meglio tutti gli interventi necessari». Un tweet del ministro per i Beni culturali Massimo Bray. Che oltre al direttore generale dovrà nominare un vice, 5 esperti e una struttura di 20 funzionari. Una squadra attesa da mesi. Sin da quando si è saputo che con 105 milioni di euro l' Unione europea avrebbe finanziato il progetto. Sin da quando, ad agosto, il decreto "Valore Cultura", poi convertito in legge, ha previsto la figura del direttore generale. Mentre il sito archeologico soffre nuovi crolli, mentre si attendono i lavori per la messa in sicurezza, il ministro assicura: «Da metà dicembre interverremo». La gara per i primi lavori è già conclusa, ma in assegnazione. L' iter burocratico dovrebbe vedere la fine tra qualche giorno - più o meno quando verrà nominato il direttore - ed allora inizierà la messa in sicurezza di tutte le murature della Regio VII del sito. «I lavori inizieranno - fa sapere la Soprintendenza - con il ripristino della parte superiore di un muro in opera incerta di una bottega adiacente a Via Stabiana», lo stesso muro che domenica ha subito un danno «che, se pur limitato, necessita un intervento». Seguiranno i lavori di messa in sicurezza delle Regiones VI e VIII. Anche per questi interventi le gare sono in via di conclusione, edi «progetti di restauro messi in campo e di imminente attuazione consentiranno di superare il fenomeno del degrado delle murature, spesso realizzate, come in questo caso, con pietrame minuto e malta molto povera». Intanto non perde l' occasione, l' ex ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, per attaccare, su Pompei, il capo dello Stato: «Quando nel novembre 2010 crollò un rifacimento in cemento armato del sito archeologico, il capo dello Stato espresse il proprio sdegno definendo quel crollo "una vergogna per l' Italia". Ma non una sola parola Napolitano ha detto in seguito ai crolli innumerevoli verificatisi dal 2010 ad oggi». E se danni ci sono stati anche nella Reggia di Caserta, se la cattiva gestione del sito è diventata notizia televisiva, Bray assicura (questa volta al telefono col sindaco di Caserta): «Faremo della Reggia uno dei siti più belli del mondo».