I funzionari premiati da Italia Nostra per la lotta contro la speculazione Caduto un Cavaliere, ne sono arrivati due. Certo, non hanno la visibilità di Silvio Berlusconi al quale le grane giudiziarie hanno portato in allegato la spoliazione dell'onorificenza che era diventata il suo sinonimo. Ma i due Cavalieri voluti da Giorgio Napolitano, Rosanna e Piergianni Berardi, meritano come pochi altri quel titolo. Lo ricorda Italia Nostra, premiandoli perché, nel ruolo di bibliotecari ai «Girolamini» di Napoli, «nonostante le pressioni e le minacce ricevute» hanno denunciato il saccheggio della biblioteca da parte del direttore Marino Massimo De Caro, poi condannato a 7 anni di carcere. Con i due fratelli, così schivi da non essere mai apparsi, l'Associazione per la salvaguardia e la conservazione dell'ambiente italiano ha voluto dare il Premio Nazionale Umberto Zanotti Bianco, intitolato al fondatore e primo presidente, a tre funzionari delle sovrintendenze che «difendono il patrimonio culturale e paesaggistico in particolare nei territori del Sud, contro mille difficoltà interne ed esterne, tra le quali criminalità e malaffare». La prima è Rosa Lanteri, che a Siracusa ha dato battaglia, legge alla mano, portando «al sequestro giudiziario del cantiere edilizio per la costruzione di un edificio di grande impatto sulla Balza Acradina di Siracusa. Ha inoltre impedito, insieme ai colleghi delle Unità Operative Paesaggistica ed Architettonica, nonostante le intimidatorie richieste di risarcimento personale di danni, l'approvazione definitiva di un progetto, che prevedeva la cementificazione, con la realizzazione di un'isola artificiale di 40.000 mq., del Porto Grande di Siracusa». Ancora: «Nonostante la minaccia di risarcimento personale per danno e colpa grave, quantificato in 100 milioni di euro, ha bocciato un progetto che prevede la realizzazione di 71 ville e due centri direzionali sul Pianoro dell'Epipoli, bloccando la cementificazione dell'area compresa fra la grandiosa cinta delle mura dionigiane e il castello Eurialo». Il secondo è Domenico Marino, che a Crotone, «dove la ricerca e la tutela si scontrano giornalmente con forti interessi speculativi, spesso di natura delinquenziale, legati all'edilizia e alla proliferazione degli impianti eolici» e «a dispetto delle forti pressioni ricevute», ha ottenuto il vincolo di un tratto delle mura greche dell'antica Kroton citate da Livio e «malgrado le pesanti interferenze politiche locali, sostiene con forza la realizzazione del nuovo e grande Museo Archeologico Nazionale nel Castello di Crotone». La terza è Eleonora Scirè che, arrivata da Genova nel 1980 per portar soccorso dopo il terremoto, è rimasta lì finendo per coordinare l'Ufficio di Piano per i centri storici terremotati. Un ruolo che le ha permesso di combattere «opponendosi a dannose pianificazioni e incongrui progetti ediliziinfrastrutturali, sia denunciando gli abusi (lottizzazioni, opere portuali, strade e viadotti, parchi eolici, centrali ecc), senza farsi intimidire». Ed è in queste motivazioni che vedi quanto sia difficile, oggi, per certi servitori dello Stato, fare il loro dovere. Peccato che, oltre a Italia Nostra, non se ne accorga spesso proprio lo Stato... Pagina 43