La città si divide sul «tubo» che scende dal Villoresi Il dibattito Domani sera l?ex fornace sul Naviglio Pavese ospiterà il dibattito pubblico sul progetto NOTIZIE CORRELATE «Chiediamo Navigli, ci danno un tubo!». Potere delle figure retoriche: il tubo , nella vulgata dei detrattori, è il canale Expo che scende dal Villoresi, irriga il laghetto dei padiglioni, attraversa i parchi di cintura, si butta nel Naviglio a San Cristoforo e sfuma nella Darsena. Spiegano dalla società che organizza il semestre 2015: «È un progetto ambizioso e altamente simbolico che rappresenterà uno degli elementi distintivi e di maggiore riconoscibilità dell?Esposizione Universale». Ambizioso un tubo, rispondono comitati, radicali, referendari e ambientalisti. La protesta contro la Via d?Acqua è rimontata nelle ultime settimane e accompagna ora l?avvio dei lavori tra il parco di Trenno e il Bosco in città. Volantini. Catene di email. Striscioni appesi alle cesate da cantiere: «Difendiamo il nostro verde». Un hashtag su Twitter: truffadacqua . La petizione pubblicata sul sito Avaaz ha raccolto oltre 1.365 firme in pochi giorni: «La Via d?Acqua è un progetto disastroso! Un vergognoso spreco di denaro pubblico». All?ultima riga c?è l?appello indirizzato al sindaco Pisapia: intervenga per correggere il piano d?intervento.Dal dossier di Milano 2015: «La salvaguardia dell?acqua come bene comune e la sua tutela come diritto universale saranno tra i principali temi di approfondimento di Expo». Com?è possibile che l?opera principale di questa visione green risulti invece così indigesta proprio al popolo verde? Partiamo dall?investimento pubblico: 89 milioni di euro. Troppi? Risponde Lorenzo Lipparini, comitato Milanosìmuove : «La Via d?Acqua non è navigabile, corre per ampi tratti in un tubo interrato e toglie risorse alla riqualificazione e alla riscoperta dei Navigli». Il canale Expo ? una ventina di chilometri da Garbagnate a Milano e una larghezza che va dagli 8 ai 15 metri ? è un?infrastruttura pensata per «migliorare l?efficienza della rete irrigua, connettere tratti di rogge e canali esistenti, dare benefici diretti alle aree agricole». Il problema, attaccano i Genitori antismog, è l?impatto «devastante» sul panorama urbano: «Altera il paesaggio del Parco Pertini, del Parco di Trenno, del Bosco in città e delle Cave». Nella sintesi brutale di Italia Nostra: «È una barriera. Una ferita».Il progetto è stato approvato ad aprile dalla Conferenza dei servizi: nulla osta. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha ottenuto le risposte alle sue osservazioni: avanti. C?è il parere favorevole della Soprintendenza. La società Expo, ricorda l?ingegnere Antonio Acerbo, che è sub commissario alle infrastrutture per il 2015, ha ascoltato le Zone, accolto alcune richieste di variante e corretto il masterplan originario: «Il percorso è stato largamente condiviso». Fermare la macchina in corsa, ormai, è un?impresa quasi impossibile: nelle ultime settimane sono stati appaltati tutti i lavori. Conclude Acerbo: «Il progetto della Via d?Acqua prevede anche la ristrutturazione (iniziata) della Darsena, il consolidamento delle sponde del Naviglio Grande, la realizzazione di una dorsale ciclopedonale. Quanto al canale, è necessario per portare acqua al sito. Acqua che sarà trattata, fitodepurata, consentirà il raffrescamento naturale dei padiglioni e alleggerirà l?impatto ambientale della manifestazione». Domani, alle 20,30, l?ex fornace sul Naviglio Pavese ospiterà il dibattito pubblico sul progetto. Presenti i comitati del no. Pagina 02