Il sindaco ha annunciato lo stop all'ulteriore consumo di territorio ma allora non sarebbe opportuno estendere il concetto anche "al consumo di aree marine, non necessarie all'atti- vità portuale, e della relativa linea costiera"? È l'ultimo di una sfilza di interrogativi con cui sul profilo Facebook dell'Osserva- torio Trasformazioni Urbane l'architetto Leonardo Bertelli mette nero su bianco una sventagliata di dubbi sul progetto del Consorzio relativo a uno spazio di ormeggio per 1200 barche alla Bellana. Ad esempio, Bertelli chiede: a) qual è l'interesse della collettività livornese? b) come mai il Comune di Livorno "ha così rapidamente sposato l'iniziativa con una variante (sostanziale) per un progetto valutato negativamente e abbandonato fin dagli anni '70?" c) la Soprintendenza "stranamente, dopo trenta anni di opposizione, pare aver approvato l'iniziativa": ma quali limiti e condizioni ha posto? Bertelli chiede che si precisi «quanti posti auto sono ritenuti necessari a servizio dell'approdo (e dove)» , anche perché tema che la passeggiata a mare lungo riva sia un "parcheggio a mare" ancora più grande. Sotto tiro anche «la dimensione dell'investimento finanziario»: chi investe e come recupererà l'investimento («quanto costerà l'acquisto o il noleggio dei posti barca?»). E poi l'aspetto occupazionale («quanti posti di lavoro continui e non occasionali possono derivare dall'investimento?»). Bertelli invita a chiarire se Il progetto in presentazione al Lem «è diverso dalle indicazioni contenute nel pano regolatore portuale» e se l'inglobamento dello Scoglio della Regina in quell'area non rischi di avere ripercussioni negative sulle attività universitarie attualmente insediate in zona.