Apparentemente Pompei sta cadendo sotto gli inevitabili colpi del tempo e di un'incuria generata da criticità economiche o da progetti, spesso promossi e portati avanti con istituzioni straniere, non sempre adeguati alle reali esigenze del sito. I continui crolli di "portata limitata e contenuta", come si asserisce, sono in realtà la conferma non di un accadimento singolo, ma di un processo di degrado e patologico attivo. Si tratta, comunque, di un processo di degrado non irreversibile e nel quale possono giocare un ruolo decisivo conoscenze e competenze locali e ad alto contenuto tecnologico e in termini di competenze. A questo processo è necessario, quindi, rispondere con interventi precisi e competenze specifiche. In questa direzione al TechonologyBiz, la rassegna su tecnologia e innovazione in corso in questi giorni alla Stazione marittima, il Centro Regionale di Competenza Benecon con il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Sun e le imprese assieme alle quali si sono aggiudicati il Bando Campus del Por Campania, con un cofinanziamento del 30 per cento su un importo totale di quasi quattro milioni di euro, presenteranno, in sinergia con la Guardia di Finanza e la società Topcon, leader nei sistemi di rilevamento tecnologicamente avanzati, una piattaforma integrata di competenze e di strumentazioni, alcune delle quali uniche al mondo in quanto a innovazione tecnologica, per la "Conoscenza Dinamica" del Sito Archeologico e della Città di Pompei. Si tratta della medesima tecnologia con la quale, in questi mesi, si sta già procedendo a una mappatura dei siti potenzialmente contaminati della cosiddetta "terra dei fuochi": un lavoro ampio e dettagliato che sta avvenendo con l'utilizzo di strumenti aviotrasportati e sensori al suolo. Il modello proposto, in sintesi, dimostra che è ancora possibile per il nostro Paese salvaguardare i beni culturali e il paesaggio nella sua estensione concettuale più ampia, senza tutele o ricette "internazionali" sul modus operandi. Esiste, cioè, un made in Italy anche per affrontare e risolvere problemi complessi, come quello della salvaguardia di Pompei, con competenze locali, creando le opportunità per dimostrare il valore della tecnologia e del capitale umano presente nella pubblica amministrazione, nell'impresa locale, nell'università. Se progetti internazionali per Pompei sono auspicabili, è anche vero che il modello d'internazionalizzazione condotto a Pompei non sempre è stato vantaggioso per il sistema Paese, perché l'apporto temporaneo di esperienze "di scavo archeologico" di comunità internazionali, per la stessa connotazione di attività legata a un tempo delimitato e a un budget preordinato, ha riguardato solo attività di scavo rispetto alla prioritaria necessità di messa in sicurezza, di monitoraggio o di restauro di beni già "in luce". Un'internazionalizzazione, cioè, a senso unico, quasi sempre senza ritorno, dove, come spesso capita, l'investimento dello Stato e delle famiglie si è trasformato in ricchezza per altri Paesi. A tutto ciò si aggiunga quanto ha inciso la scelta di realizzare alcune opere nel sito archeologico che spesso si sono rivelate inutili, quando non dannose, e hanno sottratto fondi proprio per una "conoscenza dinamica" del sito archeologico. La risorsa Pompei può diventare, quindi, un campo di sperimentazione scientifica e di integrazione di competenze specialistiche e di tecnologie avanzate, secondo un modello virtuoso, replicabile ed esportabile. I risultati attesi dal progetto finanziato saranno presentati oggi dalle 10.30 al TecnologyBiz alla Stazione marittima. Saranno presenti, tra gli altri, il colonnello della Guardia di Finanza Stefano Bastoni, comandante del Gea, il capitano Giuseppe Casbarra, Claudio D'Alessio sindaco di Pompei, Ivan Di Federico, presidente Topcon Positioning System Italia, Claudio Botti, amministratore delegato di Topcon Infomobility, Eduardo Fiorillo, key account manager Topcon Italia, Pasquale Sommese, assessore ai Beni culturali della Regione.
CHE COS'È LA CONOSCENZA DINAMICA DEL SITO ARCHEOLOGICO DI POMPEI
Il sito archeologico di Pompei sta subendo un processo di degrado e patologico, causato da criticità economiche e progetti non adeguati. Il governo ha finanziato un progetto per creare una piattaforma integrata di competenze e strumentazioni per la "conoscenza dinamica" del sito archeologico e della città. Il progetto, finanziato con 30% di cofinanziamento, coinvolge il Centro Regionale di Competenza Benecon, il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Sun, le imprese e la Guardia di Finanza. La piattaforma proposta utilizza tecnologie avanzate per mappare i siti potenzialmente contaminati e salvaguardare i beni culturali.
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