SPILAMBERTO. Una commissione provinciale costituita by-passando la nuova normativa. Per avallare più in fretta un nuovo vincolo sull'area ex Sipe. Vincolo che in realtà salverebbe quella che pungentemente è stata chiamata "villettopoli", 350 abitazioni da costruire dietro il tanto reclamizzato "polo scientifico tecnologico alla ex Sipe". Sul quale si addensano nuove preoccupazioni. Avvertenza: potrebbero essere i "soliti sospetti", senza prove serie. Potrebbero essere normali questioni burocratiche, apparentemente neutrali. Ma il fatto che un funzionario della Regione abbia confermato l'esistenza della "circolare fantasma", rifiutando al tempo stesso di consegnarne la bozza tanto all'assessore regionale Borghi, quanto al consigliere regionale Guerra (entrambi dei Verdi) rende seria la questione. Vediamo di fare chiarezza. Anzitutto si parla del vincolo paesaggistico sulle Basse, il vincolo posto da Garzillo che bloccava la "villettopoli" (mentre non bloccava affatto il recupero dell'ex Sipe, dove dovrebbe sorgere il polo tecnologico). Come noto, contro il vincolo si sono concentrate forze politiche ed economiche, e alla fine si è trovato il modo di "stopparlo": per l'ispettore inviato da Roma non teneva conto dell'accordo con la Regione, che voleva reciproche consultazioni prima di apporlo. Il vincolo era stato apposto da Garzillo in virtù della legge 490 del 1999 (decreto Veltroni): "il ministero ha facoltà di integrare gli elenchi dei beni di interesse paesistico, su proposta del soprintendente competente"... Italia Nostra ha già obiettato che una legge vale di più di un accordo, ma tant'è. Il nuovo "Codice Urbani" (entrato in vigore dopo il vincolo avviato da Garzillo) prevede che la dichiarazione di notevole interesse pubblico sia affidata ad una Commissione provinciale di cui fanno parte il direttore regionale del Ministero, il soprintendente per il paesaggio e il soprintendente per i beni archeologici più sei membri, nominati dalla Regione tra soggetti "con particolare e qualificata professionalità ed esperienza nella tutela del paesaggio". La commissione procede alla audizione (e nulla più) dei sindaci dei comuni interessati e può consultare esperti. Per costituire questa Commissione occorrerebbe però che ci fosse un regolamento votato dal Consiglio regionale, con conseguente dibattito. Invece in questi giorni serpeggia una soluzione (avallata dalla famosa circolare fantasma), per cui tutto questo sarebbe by-passato. Come? Andando a pescare una normativa vigente (l.r. 6 del 95) sulla "legislazione urbanistica ed edilizia" che prevede commissioni provinciali composte dall'assessore provinciale competente, dai due soprintendenti, da tre esperti in bellezze naturali nominati - si badi bene - dalla Provincia. Ne fanno parte anche il sindaco o i sindaci. Orbene, la circolare prevederebbe un adattamento, ma sfruttando questa commissione che c'è già. E la cui composizione (viste le prese di posizione dei politici della Provincia) sembra poter garantire meglio una modifica del vincolo di Garzillo. Salvando "villettopoli'?
Spilamberto. Quanta fretta di esorcizzare i vincoli Sipe
Un vincolo paesaggistico sulle Basse, apposto da Garzillo nel 1999, bloccava la costruzione di 350 nuove abitazioni dietro il polo scientifico tecnologico alla ex Sipe. La Regione ha cercato di avallare il vincolo, ma il Consiglio regionale ha rifiutato di approvarlo. Una commissione provinciale, costituita in base a una normativa vigente, potrebbe avallare il vincolo. La commissione è composta dall'assessore provinciale, dai due soprintendenti, da tre esperti in bellezze naturali e dal sindaco o dai sindaci. La Regione ha inviato una circolare che prevede l'adattamento della commissione provinciale per avallare il vincolo.
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