Italia Nostra alla serata con Pd e commercianti: «Via Roma lascia pianificare la viabilità all'azienda» Di un altro supermercato non c'è bisogno. Quel che serve a Mantova è una visione a lungo periodo, una pianificazione del territorio di cui Palazzo Te deve essere il centro propulsore e non soltanto un bel panorama da ammirare rimanendo dietro le vetrate di un supermercato. È «un'altra idea di città» quella per cui il Partito democratico invita a far fronte comune, affiancato da Italia Nostra, Confcommercio, Confesercenti e Comitato di Quartiere di Valletta Valsecchi. Un'idea in cui non c'è spazio per il supermercato Esselunga previsto dal piano di governo del territorio a Porta Cerese al posto del vecchio palazzetto dello sport. Ieri sera, alla sala delle Cappuccine in San Leonardo, l'incontro con i cittadini per invitarli a dire no al progetto con ogni mezzo. «I giochi non sono fatti afferma il segretario cittadino dei democratici Andrea Murari qui inizia uno sforzo che dovrà proseguire nei prossimi mesi per far emergere una visione diversa per Mantova. Perché una città si rilancia partendo dalle sue eccellenze e pianificando attorno ad esse. Che arrivino Esselunga o i cinesi, poco cambia. Il problema è la visione che si ha del futuro della città». Tante le perplessità sull'arrivo del supermercato del gruppo di patron Bernardo Caprotti. Oltre al rischio di soffocare paesaggisticamente il gioiello di Giulio Romano, c'è anche l'impatto che il mega market avrà sulle piccole attività commerciali esistenti, aspetto particolarmente caro alle associazioni di categoria. «È una presa in giro definirlo supermercato di quartiere attacca il presidente cittadino di Confcommercio, Stefano Gola Questa amministrazione comunale afferma di non voler far fuggire nuove possibilità di attività produttive, ma è così che si tutelano le imprese che ci sono già?». Giudizio secco anche da parte di Confesercenti: «Crediamo nell'equilibrio di vicinato, in quartieri che mantengano quel tipico stile di vita tutto italiano», commenta il presidente provinciale Gianni Rebecchi. «Se riqualificazione dev'essere aggiunge al posto del palazzetto in rovina, meglio il vecchio progetto di Richard Rogers, che metteva davvero al centro dell'intervento Palazzo Te». Poi c'è il nodo viabilità. «Fin dall'inizio ci hanno detto che così si risolve il problema di Porta Cerese» ricorda Sergio Cordibella, presidente di Italia Nostra, che contro la temuta Esselunga ha già presentato un ricorso al Tar di Brescia. «Ma prima continua bisogna chiedersi: chi ha il compito di pianificare le soluzioni ai problemi di una città? Una società privata o l'amministrazione comunale? Il progetto attuale ha il pregio di non investire l'area del palazzo, ma dal punto di vista ambientale non risolverà proprio nulla, anzi, peggiorerà la situazione».
MANTOVA - Esselunga? Il Comune fa decidere i privati
I democratici mantovani, insieme a Italia Nostra, Confcommercio, Confesercenti e Comitato di Quartiere di Valletta Valsecchi, hanno invitato i cittadini a dire no al progetto di costruzione di un supermercato Esselunga a Porta Cerese. Il segretario cittadino Andrea Murari ha affermato che il progetto non è una buona idea per la città, che dovrebbe pianificare attorno alle sue eccellenze e non soffocare paesaggisticamente il Palazzo Te. Le associazioni commerciali hanno espresso preoccupazioni sull'impatto del mega market sulle piccole attività esistenti.
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