Parere negativo dei tecnici al tunnel sotto il passaggio a livello: troppo pendente, favorirebbe incolonnamenti e incidenti MANTOVA. La Provincia boccia una delle colonne del progetto viabilistico legato all'operazione Esselunga. I tecnici dell'assessorato alle infrastrutture hanno espresso parere negativo all'unica (ma fondamentale) parte del piano elaborato dalla Victoria srl, società legata al gruppo Caprotti , che riguarda strade di competenza provinciale: il sotto passo ferroviario e il connesso rondò di collegamento con via Brennero. È vero che Palazzo di Bagno precisa di restare «a disposizione per condividere una soluzione alternativi che superi le criticità evidenziate», ma per l'impresa si tratta dell'ennesimo ostacolo in un percorso verso la realizzazione del supermercato al posto del vecchio palasport che si è rivelato molto più complicato del previsto. Dopo le contestazioni di comitati civici e gruppi politici (l'incontro pubblico organizzato per presentare il progetto ai cittadini era stato vivacemente "boicottato" da gruppi giovanili di sinistra), oltre che dai partiti di opposizione in via Roma, ora arriva una bocciatura tecnica («Certo non politica» si affretta a precisa dall'ospedale, dove è ricoverato, l'assessore alle infrastrutture Massimo Dall'Aglio) dall'ente di via Principe Amedeo. I rilievi sono più di uno. Il documento dei tecnici dell'assessorato si apre annotando che «non viene indicata quale sia la superficie commerciale prevista per la nuova struttura di vendita, da suddividersi tra alimentare e non alimentare, con la quale si perviene al calcolo» dei flussi di traffico indotti. Il documento si concentra poi sulla contestazione sui modelli analitici utilizzati per prevedere l'impatto del traffico, per poi passare a questioni di sostanza e di merito su sottopasso e rotatoria. Il sottopasso è naturalmente quello progettato per superare il passaggio a livello all'ingresso sud della città, quello di Porta Cerese. «L'infrastruttura si legge nel documento manifesta serie criticità di funzionamento. La presenza di pendenze pari al 5,5 lungo i tronchi stradali afferenti al sottopasso (che pure sono compatibili con la normativa), nonché la prevista costruzione di due rotatorie alle estremità degli stessi, sotto particolari condizioni di traffico, determinerebbero sicuri incolonnamenti dei mezzi». Incolonnamenti? Considerando che la costruzione del sottopasso è motivata dalla necessità di velocizzare il flusso di traffico in uno dei punti più critici della rete stradale urbana, questo rilievo della Provincia non è da prendere sottogamba. Come non lo è quello successivo: «Tale situazione comporta palesi difficoltà di manovra per l'utenza, generando una significativa probabilità di incidenti a causa del prevedibile arretramento dei mezzi pesanti durante le ripartenze». E ancora: «Tale rischio può essere ulteriormente aggravato da piogge e soprattutto dalla presenza di ghiaccio sul piano stradale nei mesi invernali». L'assessorato pone inoltre perplessità sui «rilevanti costi manutentivi» previsti per l'infrastruttura e «per i quali bisognerebbe trovare una fonte di finanziamento». Altri chiarimenti vengono richiesti in merito alle caratteristiche della rotatoria. Forse non è un caso se ieri mattina i progettisti della Victoria srl si sono incontrati con il segretario generale del Comune per un colloquio che fonti di via Roma definiscono «riservatissimo». Poco prima nell'ufficio del segretario era stato notato anche l'ex assessore civico Giampaolo Benedini. «Puro caso dice con lui ho parlato di altre questioni».
MANTOVA - Nuova Esselunga. La Provincia boccia il piano
La Provincia di Mantova ha espresso parere negativo al progetto di costruzione di un tunnel sotto il passaggio a livello di Porta Cerese, che sarebbe stato parte del piano viabilistico per l'operazione Esselunga. I tecnici dell'assessorato alle infrastrutture hanno criticato il progetto per diverse ragioni, tra cui la troppa pendenza del tunnel, che potrebbe favorire incolonnamenti e incidenti. Inoltre, hanno evidenziato problemi di manovra per gli utenti, generati dall'arretramento dei mezzi pesanti durante le ripartenze, e hanno sollevato preoccupazioni sui costi manutentivi. La Provincia ha richiesto ulteriori chiarimenti sui rilevanti costi e sulle caratteristiche della rotatoria.
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