Catania. «Un'altra volta? Ormai ci sono abituata». Quando all'assessore regionale ai Beni culturali, Mariarita Sgarlata, è arrivato il link dell'articolo sulle «preoccupazioni» a stelle e strisce, la reazione è stata tutt'altro che scomposta. Gli americani vanno all'attacco di una legge, che rivendica Sgarlata, «non è né oscurantista né protezionista». Tanto più che - come lo stesso New York Times ammette - le nuove regole sono state invocate finora solo in un caso: per il prestito dell'Auriga di Mozia a una mostra itinerante passata dal Getty e oggi al museo di Cleveland. La scultura è entrata nell'esposizione del museo dell'Ohio, programmata prima che le nuove regole entrassero in vigore, quando Cleveland ha accettato di prestare alla Sicilia un importante Caravaggio. «Quando grandi istituzioni museali come il Metropolitan o il Cleveland Museum o il Louvre prestano uno dei loro capolavori, depauperano in modo tutto sommato trascurabile il loro potere attrattivo. In Sicilia - riflette l'assessore - la situazione è profondamente diversa poiché il nostro patrimonio artistico è diffuso in tutto il territorio dell'isola, e opere come l'Auriga di Mozia o il Satiro di Mazara costituiscono il principale elemento di attrazione dei loro territori». Non a caso «la Regione sta per dire "no, grazie" all'ennesima richiesta di prestito dell'Auriga e del Satiro da parte del British Museum di Londra». La lista dei tesori siciliani in prestito: l'Auriga di Mozia e la Fiale di Caltavuturo fino al 14 gennaio del 2014 al Cleveland Museum of Art; e quattro tele di Antonello di Messina (l'Annunciazione e il San Girolamo custoditi all'Arbatellis di Palermo, l'Annunciazione del museo Bellomo di Siracusa e l'Ecce Homo custodito a Messina) che resteranno al Mart di Rovereto fino al prossimo 12 gennaio. E poi si chiudono le frontiere. «Con questo - ribadisce Sgarlata - non dico che la Sicilia è chiusa agli scambi di opere: gli scambi sono i benvenuti, purché ben ponderati e basati sul principio di piena e autentica reciprocità». E infatti nei prossimi due anni si raccoglieranno i frutti dei primi accordi. Due mostre, una con le opere di Antonello (nel 2014), un'altra con quelle di Caravaggio, allestite rispettivamente dal Mart di Rovereto e dal Cleaveland Museum of Art, «dove l'esposizione con le opere della Sicilia - ricorda l'assessore - registra una media di mille visitatori al giorno». In quest'ultimo pacchetto c'è anche «la Crocifissione di Sant'Andrea, che sta per essere avviata al restauro in America, motivo per cui abbiamo deciso di aspettare facendo slittare di un altro anno l'evento in Sicilia». Ma. B. 28112013