Maestro sconosciuto Nell'inventario dei beni del Comune fatto nel 1924 il quadro fu attribuito a un anonimoLa tela esposta nella chiesa parrocchiale attribuita al Picenardi Il grande quadro con il santo che venera la Vergine e il bambino è uno dei più venerati di Lurano. Da almeno tre secoli ha un suo altare, prima nella vecchia chiesa di San Lino e poi in quella nuova. Quella figura in saio genuflessa con la mano al petto era per tutti quella di Sant'Ignazio di Loyola. Almeno fino alla scorsa settimana quando il sindaco Dimitri Bugini ha presentato ufficialmente la tavola restaurata. Così i luranesi hanno scoperto che si trattava di San Francesco Saverio. Negli ultimi tre anni l'associazione «Maggio luranese» ha promosso il restauro dei quadri conservati nella parrocchiale. Quando la grande tavola è arrivata sotto l'occhio della Soprintendenza dei beni culturali subito si è capito che nascondeva più di un mistero. Innanzitutto la sua attribuzione. Nell'inventario dei beni fatto nel 1924, di cui in Comune conserva copia, il quadro era attribuito a un autore anonimo. Successivi studi hanno individuato il dipinto come proveniente dalla scuola di Mauro Picenardi. «Al termine di questo restauro - spiega Laura Gnaccolini, funzionario delle Belle arti - possiamo dire con sicurezza che è opera del Picenardi stesso». La riprova è un quadro più piccolo rintracciato nel deposito del museo Bernareggi di Bergamo la cui attribuzione era certa. «Il Picenardi - racconta la Gnaccolini - veniva da una famiglia di pittori cremonesi trasferitisi a Crema. Dopo l'accademia a Verona, aveva cominciato a lavorare grazie al supporto dei fratelli Galliari di Treviglio per una committenza religiosa. A Lurano ha realizzato anche la pala maggiore della chiesa. Con tutta probabilità questo San Francesco Saverio è stato il primo test per la valutazione delle sue capacità». L'arrivo a Lurano consentirà al pittore di conoscere Paolina Secco Suardo, la cui famiglia era aveva ampi possedimenti in paese. «Paolina fu una delle anime dell'Accademia dell'Arcadia e del neoclassicismo italiano - continua la Gnaccolini. Prese l'artista sotto la sua protezione e lo ospitò per 15 anni nel suo palazzo di Bergamo».Durante i restauri è emersa una strana conformazione nella tela. «Sembrava - spiegava la funzionaria - che il volto della Madonna appartenesse a un quadro più antico e che il Picenardi avesse lavorato per inserirlo nella sua composizione. Studi più approfonditi ? ci hanno fatto capire che i tagli intorno alla figura della Madonna erano il frutto di un tentativo di furto. Il colpo non andò in porto, ma rovinò pesantemente il dipinto. Il restauratore che era stato incaricato di sistemare il quadro aveva, secondo i dettami dell'epoca, ridipinto tutto».Il mistero più grande, però, rimaneva l'identità del santo raffigurato. «Il bozzetto del Bernareggi era intitolato a San Gaetano da Thiene, le notizie che avevamo sul quadro lo davano invece raffigurante San Ignazio di Loyola - chiarisce la Gnaccolini - a un certo punto alcune fonti parlavano di un San Luca. Tutti santi gesuiti dall'iconografia simile. Per capire la verità siamo andati a leggere i documenti delle visite pastorali dal '600 in avanti così abbiamo scoperto che nella parrocchiale di Lurano c'era un altare dedicato a San Francesco Saverio a cui evidentemente era stato dedicato il quadro. Una notizia di cui si è persa la memoria». «Per Lurano è riappropriarsi di un pezzo della propria storia ? spiega il primo cittadino che ha ottenuto in prestito il bozzetto dal museo Bernareggi ?. Rimarrà esposto fino al 7 gennaio in municipio. Il nostro auspicio è si possa trasformare in un prestito permanente».
È Francesco Saverio non Ignazio Il restauro svela il mistero del santo
Riassunto in 200 parole:
Il quadro "San Francesco Saverio" esposto nella chiesa parrocchiale di Lurano è stato restaurato e la sua attribuzione è stata confermata come opera di Mauro Picenardi. Il quadro era stato attribuito a un autore anonimo nel 1924, ma studi successivi hanno individuato la sua provenienza dalla scuola di Mauro Picenardi. Il dipinto è stato realizzato per una committenza religiosa e ha avuto un grande impatto sulla valutazione delle capacità del pittore. Durante i restauri è emersa una strana conformazione nella tela, che sembrava che il volto della Madonna appartenesse a un quadro più antico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo