DODICI mesi fa,a conti fatti, fu la prima esposizione italiana, la 20esima al mondo per numero di visitatori. La speranza è di ripetersi e anzi fare di più. Da stamani nella Sala Alessi di Palazzo Marino, per il sesto anno consecutivo, torna una grande opera unica esposta e ad ingresso libero, in città fino al prossimo 12 gennaio. Quest'anno tocca alla Madonna di Foligno, opera del Raffaello commissionata nel 1512. «È un momento insieme di bellezza, cultura, speranza e gioia - dice il sindaco Giuliano Pisapia- soprattutto in un periodo come il Natale, e nella casa dei milanesi è un segnale di apertura al mondo. È un momento di sfide vincenti per la cultura, come ha dimostrato anche il successo di Bookcity, a dimostrazione che anche quando le risorse economiche sono poche o addirittura azzerate per la cultura, la bellezza vince. Questo evento straordinario renderà la nostra città ancora più attraente». L'iniziativa è ormai un classico di stagione: l'operazione è sponsorizzata dall'Eni, il colosso dell'energia che a Milano (anzi, a San Donato Milanese) ha il suo quartier generale. L'ad Paolo Scaroni l'ha ribattezzata «una scelta di coraggio», quella di esporre una sola opera. Un anno fa toccò alla scultura Amore e Psiche di Antonio Canova, la media fu di 5mila visitatori al giorno. «Il nostro originale modello espositivo - aggiunge - pone al centro l'opera d'arte e offre ai visitatori gli elementi necessari per la comprensione». E infatti lo spettacolo non è solo la tela in sé - protetta dal vetro infrangibile - ma pure l'allestimento. Luce soffusa, gioco luminoso di nuvole che richiamano il quadro sul soffitto, musiche che richiamano l'epoca in cui l'opera fu dipinta. «Sembra quasi di entrarci dentro, di trovarsi nell'ambientazione raffigurata»,è il commento del direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci. L'iconografia del dipinto è ispirata a una storia narrata nella Legenda Aurea, la collezione di vite di santi scritta in latino da Jacopo da Varazze e pubblicata nel 1298: nel giorno di Natale Maria e Gesù sarebbero apparsi ad Augusto, davanti al disco solare e circondati da angeli. L'imperatore, rinunciando a farsi venerare come un dio, avrebbe riconosciuto la grandezza di Cristo e consacrato il luogo della visione alla Madonna. Sullo sfondo dell'opera sono rappresentati due fenomeni celesti che illuminano un centro abitato: un arcobaleno dai colori poco definiti e un corpo infuocato che precipita su una casa. Il quadro subì una delicatissima operazione di trasporto del colore dalla tavola alla tela, durante la sua permanenza a Parigi in età napoleonica. Questa operazione, considerata oggi fortemente invasiva, «ha permesso però di conservare nel tempo questo capolavoro, giuntoa noi intatto nella sua cromia originale», assicurano gli esperti. Ma la Madonna di Foligno non è il solo Raffaello di Milano. In pianta stabile alla pinacoteca di Brera c'è Lo Sposalizio della Vergine. Il consiglio di Paolucci - e anche dell'assessore alla Cultura Filippo Del Corno - è di guardarlo per primo, e poi passare a quello di Sala Alessi: «Vedrete così i progressi straordinari del pittore, che aveva 21 anni quando dipinse il primo e 29 il secondo». Per chi non potrà andare al palazzo di città c'è un'altra possibilità, perché verranno organizzati incontri in 14 biblioteche di Milano dove gli esperti spiegheranno l'opera inserendola all'interno della storia dell'arte italiana. Mentre la mostra sarà integrata da una attività didattica e di coinvolgimento anche con l'allestimento di una parete touch screen dove si potranno vedere dettagli che a occhio nudo sarebbe difficile cogliere. Il direttore dei Musei Vaticani ne è sicuro,e le sue parole sono un ottimo claim: «L'opera è uno degli apici della pittura universale e documenta il momento storico nel quale Raffaello Sanzio incontra il colore veneziano. Non si può essere più bravi di così. Oltre non è possibile andare, nella rappresentazione della bellezza».
Il capolavoro di Raffaello momento di bellezza e speranza
La Madonna di Foligno, opera di Raffaello commissionata nel 1512, è stata esposta nella Sala Alessi di Palazzo Marino a Milano per il sesto anno consecutivo. L'evento è stato organizzato dall'Eni e offre un'opportunità di vedere una delle opere più belle del pittore. La mostra è stata curata dal direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci e offre un'esperienza unica con l'allestimento e la luce soffusa. L'opera è stata trasportata da Parigi e ha subito una delicatissima operazione di trasporto del colore per conservarla nel tempo. La mostra sarà aperta fino al 12 gennaio e sarà integrata da attività didattiche e di coinvolgimento.
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