SARA' il David il simbolo della partecipazione italiana all'Expo 2015. Nella piazza davanti al Padiglione Italia una copia al vero accoglierà i 22 milioni di visitatori previsti. «Decideremo quale copia tra le tante di epoca attuale» dice la soprintendente al polo museale Cristina Acidini. Così la Toscana sarà in posizione di rilievo nell'evento che che molti vedono come motore dell'uscita dell'Italia dal baratro della crisi. Lo sottolinea la presidente di Expo spa e commissario per il padiglione italiano, Diana Bracco, firmando, ieri all'Accademia dei Georgofili, con il presidente toscano Enrico Rossi il protocollo di partecipazione della Toscana all'Expo. La seconda regione d'Italia, dopo la Liguria, a entrare ufficialmente in lizza. «Vogliamo contribuire al rilancio del paese, il David avrà un valore emblematico», dice Bracco. Aprendo così la sfida se la partecipazione toscana sarà capace di partorire un rilancio economico, oppure si arresterà ai simboli. «Con l'Expo l'Italia sarà al centro del mondo» dice Bracco. Nel momento in cui solo gli espositori investiranno un miliardo e 200 mila euro, il protocollo prevede per la Toscana uno stand di 240 metri quadri espositivi proprio all'ingresso del padiglione per l'intero mese di maggio, 40 metri quadri di ufficio permanente per tutti i sei mesi, l'intervento in settembre agli eventi su conservazione e creatività. Paga gli spazi la Regione con 500 mila euro. C'è poi la previsione di portare in Toscana un milione di visitatori che non dovrebbero venire solo come turisti ma come investitori e compratori. La scommessa è se gli si farà vedere solo i panorami o il saper fare, le imprese, il patrimonio artistico e la sua conservazione, la ricerca, la scienza, le esperienze innovative e tecnologiche, quelle di compatibilità ambientale e sociale. Tutto dentro il tema dell'Expo, «Nutrire il pianeta - Energia per la vita», che ben si attaglia, dice ancora Bracco, ai prodotti toscani. «La Toscana racchiude la quintessenza del nostro paese», dice il commissario. E il presidente Rossi le risponde: «Aderiamo con tutto il nostro impegno. Contate sulla Toscana del buon vivere». Ma per carità, aggiunge orgogliosamente, che non sia «un'immagine olografica ma riassuma le tante eccellenze di cui siamo capaci». Più delle ricadute economiche, a Rossi interessa la ricaduta speciale che sarà «la rinascita della fiducia, del credere in noi stessi e mostrare al mondo ciò che sappiamo fare». Per questo stop alle polemiche, stop alla tendenza tutta toscana «di mettersi subito all'opposizione» ma, una volta tanto, marciare uniti, dentro la Toscana e con il resto d'Italia: «imparare a fare sistema sarà l'altra ricaduta», conclude Rossi. In concreto? Ancora c'è da fare. Ma il gran timoniere, cui la Regione ha affidato la regia Expo, ovvero l'assessore all'agricoltura Salvadori, assicura che si sta lavorando nella direzione giusta e Giuseppe Oriana, incaricato da Bracco dei rapporti con i territori, giura che la Toscana è la regione più avanti. Speriamo. Ancora non si vedono progetti concreti. Salvadori dice tranquilli, c'è una cabina di regia, sono state mobilitate tutte le Camere di commercio perché organizzino pochi ma strepitosi eventi, capaci di attirare l'attenzione su quattro aree della Toscana, nord, sud, centroe costa, Si prevedono percorsi turistici e enogastronomici, « ma a imprese aperte». Promette Salvadori: «Tra fine gennaio e i primi di febbraio presenteremo un'idea concreta di laboratorio del buon vivere e di biodiversità toscana che non sia una cartolina ma mostri saper fare e capacità innovativa che attirino gli investimenti». A breve l'assessore farà una «call for ideas», ovvero un appello rivolto «al mondo scientifico, della ricerca e produttivo perché ci segnalino le imprese o le iniziative più innovative e eccellenti».