«FINALMENTE», allarga le braccia con fare cerimonioso il priore, «ora lo Stato non dovrà più sporcarsi le mani di sangue per punire i rei. Vi son altri metodi per mettere al bando i delinquenti». «E rieducarli», corregge serafico il Principe, «perché alcuni, forse, saranno da allontanare, ma altri sono vittime della loro condizione, l' onestà si insegna prima di imporla». «Ma altezza...», si stupisce il gonfaloniere di fronte alle parole di Pietro Leopoldo. Tranquilli non è un salto indietro nel tempo. O almeno: lo sarà ma solo nelle animazioni teatrali con cui il museo Galileo, la Specola e l' Archivio Storico di Firenze sabato celebreranno la Festa della Toscana, da anni dedicata alla data (il 30 novembre 1786, appunto) in cui il Granduca di Toscana abolì la tortura e soprattutto la pena di morte, trasformando il Granducato nel primo stato al mondo a tradurre in un atto concreto le teorie dell' Illuminismo riformista. Tavole rotonde e aperture straordinarie dei musei pensate come animazioni teatrali, dove gli operatori conducono i visitatori nelle sale e fra le collezioni non nella classica forma della visita guidata ma in costume settecentesco, con tanto di parrucca e trucco, mettendo in scena il Granducae un suo antagonistaa dialogare di fronte agli ospiti del museo. Un modo per rendere la visita meno accademica, dice il direttore del Galileo Paolo Galluzzi, e dare una veste più allettanti alle "Voci della scienza"». Questo il titolo scelto per l' iniziativa. «Pietro Leopoldo - continua il direttore - non fu solo colui che spazzò via la barbarie dalla Toscana ma anche l' uomo che fonda a Firenze il museo di Fisica e Storia Naturale, nella convinzione che una societàè moderna quando si capisce e si fa capire al popolo che la scienza è utile». Il programma parte alle 10 dall' Archivio Storico (vuia dell' Oriuolo 33), dove in due sessioni e fino alle 13, si terrà una tavola rotonda sul "Pietro Leopoldo politico e amministratore», con una coversazione animata da due figuranti. Altro incontro in calendario al Palazzo Non Finito (via del Proconsolo 12, ore 11) dove il presidente del Museo di Storia Naturale Guido Chelazzi, lo storico Giulio Manettie la professoressa Elena Fontanelli racconteranno al pubblico il «Granduca riformatore» e del successo che ebbe il muso nei primi anni di vita, quando riusciva ad attrarre 20 mila visitatori. «Certo, nulla ai 300 mila che ogni anno collezionano insieme la Specola e il Galileo, ma per l' epoca un risultato straordinario». Ma il clou della giornata è pensato negli appuntamenti serali. Sia il Galileo che la Specola organizzeranno aperture strordinarie dalle 20.30 a mezzanotte, con la particolarità che i visitatori non si troveranno di fronte la classica guida, ma due attori che recitando e dialogando fra loro condurranno i visitatori attraverso gli oggetti, le scoperte e i ritrovati scientifici legati alla figura di Leopoldo. «Ci saranno due turni di un' ora ciascuno spiega Andrea Gori, uno delle guide - cosicché un gruppo potrà partire dal museo che preferisce, perfino il tragitto a piedi da un centro museale all' altro sarà un tour teatrale. Naturalmente, anceh se si parla di Pietro Leopoldo, non ignoreremo Galileo, anche nelle sale dedicate a lui ci sarà un attorea raccontare le suo scoperte». «Una formula - dice Chelazzi che la Festa della Toscana ci dà la possibilità di sperimentare ma che vorremmo diventasse la carta con cui riunire un patrimonio che solo per motivi di spazioè diviso in più sedi». Una formula che prevede un biglietto ridotto (5,5 euro per il Galileo, 3 per la Specola) e per cui gli organizzatori suggeriscono di prenotare: 0552756444. (m.n.)