Barca: "Presto un nuovo piano per valorizzare l'area e ottenere maggiore reddito" Teatro Marcello, stop ai privati Il Campidoglio revoca il bando Lo stop, questa volta, è definitivo. La giunta capitolina, su proposta dell'assessorato alla Cultura, ieri ha revocato la gara per dare in concessione a privati per vent'anni l'area monumentale del Teatro di Marcello e del Portico d'Ottavia. Il bando, voluto dall'amministrazione Alemanno e pubblicato nel marzo scorso, era stato duramente criticato da Italia Nostra, Cittadinanzattiva e Carte in Regola che avevano più volte chiesto di "fermare la svendita ai privati". E, dopo un primo esame, era stato sospeso il 30 luglio scorso, a 24 ore dalla scadenza, dalla stessa giunta Marino. Dopo un'attenta valutazione, la sovrintendenza capitolina ha evidenziato la necessità di revocare definitivamente la gara per "individuare la soluzione più conveniente e opportuna per la gestione del Teatro di Marcello". "Da quel bando - spiega il sovrintendente capitolino, Claudio Parisi Presicce - non si evinceva, in un arco così esteso di tempo, il ritorno economico e la riqualificazione del bene. Non erano previsti, inoltre, dei momenti di verifica da parte dell'amministrazione per poter adeguare il modello gestionale alle esigenze della collettività". Il bando prevedeva, infatti, di affidare a privati per vent'anni la gestione del complesso archeologico - che comprende non solo il Teatro di Marcello, ma anche il Portico d'Ottavia, i Templi di Apollo Sosiano e di Bellona, l'ex Albergo della Catena e l'area di scavo di Monte Savello - trasformandolo in un sito con accesso a pagamento, a fronte di investimenti per la sua valorizzazione e manutenzione da circa 2 milioni di euro. Il ricavo complessivo stimato della concessione ammontava a circa 16milioni di euro, di cui solo quattro, però, sarebbero finiti nelle casse del Campidoglio. Secondo le associazioni, inoltre, che avevano criticato la possibilità di subappalti, mancavano "garanzie di verifica e monitoraggio della gestione". "Intendiamo identificare in tempi brevi una nuova strategia di valorizzazione del bene, valutando anche l'opportunità di indire una nuova gara" dichiara ora l'assessore alla Cultura, Flavia Barca. Che prosegue: "Vogliamo definire un nuovo assetto contrattuale e economicofinanziario che, da un lato, renda più conveniente e opportuna per il Campidoglio la strategia di valorizzazione e, dall'altro, ne aumenti l'attrattività per eventuali soggetti privati, anche imprenditoriali, interessati a sostenerla o parteciparvi". Sì a un possibile intervento dei privati, dunque, ma con altri criteri, che affianchino alla valorizzazione economica dell'area archeologica anche la sua tutela. "Il nostro fine - conclude Barca - è di garantire maggiore fruibilità da parte dei visitatori e maggiore redditività economica in un più chiaro obiettivo di politica pubblica".