Antico Corso. Assieme al «Bastione degli Infetti» è tra i monumenti travolti dal degrado Il territorio dell'Antico Corso ha una storia ultramillenaria. Una parte di Catania carica di cultura, di tradizioni e di memoria. Purtroppo non tutti conoscono il passato di questo rione. Il motivo? Tante testimonianze archeologiche restano inaccessibili. In particolare il "Bastione degli Infetti" e la "Torre del Vescovo" rischiano di finire nel dimenticatoio per mancanza di interventi di riqualificazione. Da qui la richiesta di comitati, associazioni e consiglio municipale che chiedono un piano di lavoro per riscoprire le radici del quartiere. «La circoscrizione possiede le chiavi del cancello d'ingresso ai resti delle fortificazioni del 1553 - afferma il consigliere del "Centro", Davide Ruffino - la conseguenza è che gli unici visitatori in questa struttura sono i membri della municipalità durante le sedute itineranti». «Troppo poco - prosegue Ruffino- per uno dei principali centri della millenaria vita politica e sociale della città». Non solo, le sterpaglie hanno quasi inghiottito del tutto il monumento. Oggi è difficile capire dove finisce il terreno abbandonato e dove cominciano, invece, i resti ARCHEOLOGICI. L'appello rivolto a tutte le istituzioni competenti è quello di assicurare decoro e pulizia in questa parte dell'Antico Corso. Un impegno, per ora, raccolto solo da Palazzo degli Elefanti. «Una collaborazione con i privati potrebbe rappresentare la svolta per rivalutare tanti siti ARCHEOLOGICI - dichiara Vincenzo Parisi, presidente della commissione consiliare al Bilancio - agli imprenditori gli oneri per la rivalutazione del "Bastione degli Infetti" e della "Torre del Vescovo", alla città l'onere di avere monumenti degni di questo nome: tutto in cambio di pubblicità. Un sistema che può portare indubbi vantaggi a tutti». In quest'area sorgeva una via decumana e sono state ritrovate tombe greche e romane. «Oggi purtroppo non c'è nemmeno la targa che indichi alla gente di trovarsi davanti al "Bastione degli Infetti"- sottolinea Salvo Castro, presidente del comitato popolare "Antico Corso"- all'interno del sito archeologico si ha la sensazione di trovarsi quasi davanti a una pattumiera». «Per Catania si tratta di una grossa occasione da non sprecare - prosegue Castro- basta quindi con gli errori del passato e garantiamo i necessari interventi». Nel quartiere si sogna da anni l'apertura di un sito ancora inaccessibile. Il cancello sbarrato impedisce ai visitatori persino di intravedere i resti delle fortificazioni del 1553. L'unico modo per ammirare la struttura sarebbe quello di scavalcare il muro di cinta oppure affacciarsi dai balconi dei palazzi circostanti. Un sistema impraticabile per i turisti che, guide alla mano, si presentano ogni giorno in via Torre del Vescovo. Damiano Scala 25112013
SICILIA - La Torre del Vescovo non si vede più
Il territorio dell'Antico Corso a Catania è carico di storia e cultura, ma molti monumenti, come il Bastione degli Infetti e la Torre del Vescovo, sono in stato di degrado e rischiano di essere dimenticati. I comitati, associazioni e il consiglio municipale chiedono un piano di lavoro per riscoprire le radici del quartiere. La circoscrizione possiede le chiavi del cancello d'ingresso alle fortificazioni del 1553, ma gli unici visitatori sono i membri della municipalità durante le sedute itineranti. Gli imprenditori potrebbero collaborare con la città per rivalutare i siti archeologici in cambio di pubblicità.
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