L'associazione ambientalista contro l'emendamento alla legge di Stabilità che consentirebbe il riscatto dell'isola da parte dello Stato. "Dopo l'alluvione le priorità sono altre". In sintonia il sindaco de La Maddalena: "Riscattare Budelli, soldi buttati". Posizione che fa breccia tra alcuni deputati del Pd. Dura replica di Luciano Uras di Sel, primo firmatario: "Per i sardi, vendere le nostre isole è un'ulteriore violenza" ROMA - Si ingrossano le fila del partito di chi critica l'emendamento alla Legge di Stabilità che autorizzerebbe il riscatto dell'isola di Budelli da parte dello Stato. E, a parte quella parte della politica che vede una contraddizione spendere quasi 3 milioni di euro per un bene non calpestabile, su cui gravano strettissimi vincoli ambientali e paesaggistici, fa più rumore la dissociazione dalla battaglia per Budelli bene pubblico di Legambiente. L'associazione ambientalista attacca: quell'emendamento "è un regalo ai privati, si impieghino le risorse più utilmente per le zone alluvionate". A dire il vero, la posizione di Legambiente non è mai stata completamente sbilanciata a favore del riscatto di Budelli. Lo scorso luglio, quando l'isola era finita all'asta poi vinta dal neozelandese Michale Harte, il presidente di Legambiente Sardegna, Vincenzo Tiana, aveva dichiarato: "Sarebbe bello se lo Stato o la Regione acquisissero tutta Budelli. Ma in un momento di crisi economica non credo che gli enti possano portare a termine l'affare. In ogni caso pretenderemo che i controlli siano rigidi". A distanza di quattro mesi dall'asta vinta da Harte, che dell'isola vorrebbe fare un'area di ricerca, e con il riscatto in dirittura d'arrivo, Legambiente ricorda la recentissima catastrofe naturale sarda e, molto pragmaticamente, fa due più due. "La decisione della Commissione Ambiente del Senato (di approvare l'emendamento, ndr) suona stonata in un momento in cui la crisi economica e gli eventi alluvionali degli ultimi giorni rendono fin troppo evidenti le vere priorità in campo ambientale in Sardegna", commentano il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza e ancora Vincenzo Tiana. Budelli, ricorda l'associazione, è privata dalla metà del 1800, come le altre isole dell'arcipelago della Maddalena e nel corso di questi anni "è passata di mano in mano rimanendo intatta e potendo vantare ancora oggi il ruolo simbolico che le viene riconosciuto nell'arcipelago non in virtù di una proprietà pubblica, ma in forza di norme e vincoli che, a tutti i livelli, hanno sinora difeso in maniera efficace un interesse pubblico anche a fronte della proprietà privata". "Budelli era privata - ricorda ancora legambiente - anche nel 1986, quando le società immobiliari proprietarie presentarono il piano di fattibilità per la realizzazione di un insediamento residenziale intorno a Porto Madonna che prevedeva 50mila metri cubi di residenze, ed era privata nel 1992, quando venne messa in vendita per la prima volta. E la risposta dello Stato alla messa in vendita in quel caso non fu l'acquisto, ma l'istituzione del Parco Nazionale. Il riscatto di Budelli, inoltre, rappresenterebbe un "dispendioso precedente" per le numerose isole private italiane: da Maldiventre a Serpentara, da Li Galli alle isole della laguna di Venezia. Per questo il presidente di legambiente rivolge un appello al ministro dell'Ambiente Andrea Orlando e al governo: "Se lo stato ha tre milioni da utilizzare in Sardegna, che li impieghi subito per mettere in sicurezza le zone alluvionate o per realizzare le bonifiche a La Maddalena e non per comprare una zona già protetta come l'isola di Budelli". Posizione condivisa dal sindaco di La Maddalena Angelo Comiti che, a proposito del presunto salvataggio dell'isolotto famoso per la spiaggia rosa, parla di "autentica fesseria". "I tre milioni di euro previsti dalla legge di stabilità nazionale per acquisire l'isola di Budelli sono soldi buttati - afferma Comiti, ricordando che "tutte le isole dell'arcipelago, non solo Budelli dunque, sono private" ma senza problemi di salvaguardia in quanto è previsto "il vincolo di totale inedificabilità assoluta". L'appello di Legambiente fa breccia anche tra alcuni deputati del Pd. "Proporremmo al gruppo del Pd e ai colleghi della Camera di valutare attentamente le critiche di Legambiente sull'acquisto dell"isola di budelli" dichiarano i deputati Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli, Gero Grassi, Ernesto Magorno e Giovanna Palma. "Anche se l'acquisizione da parte dello stato avrebbe un forte valore simbolico - spiegano -, in questo momento una spesa simile per una delle isole più vincolate e in una delle aree più protette d'Italia, sarebbe inutile. Ci prodigheremo affinché la Camera valuti l'eventualità della cancellazione dell'emendamento". Emendamento che trova invece il plauso di altre associazioni, come Lipu e Marevivo. Mentre il senatore sardo Luciano Uras, capogruppo di Sel in Commissione Bilancio e soprattutto primo firmatario dell'emendamento, risponde con durezza a Legambiente e al sindaco Comiti. "Per noi sardi, colpiti così violentemente dalla natura violata, continuare a vendere le coste e le nostre isole, un vero patrimonio dell'intera umanità, e certamente dei sardi, agli sceicchi e ai magnati di tutto il mondo, è un'ulteriore violenza che riteniamo di non dover subire". "Per questa ragione - assicura Uras - noi difenderemo con tutti i mezzi, anche con quelli della finanza pubblica, ogni centimetro del nostro suolo, perché la sovranità di un popolo si misura prima di tutto con l'esercizio del possesso della propria terra. Se qualcuno vuole proprio vendere qualcosa ai magnati del mondo, ne venda una sua personale, non della comunità dei sardi".
Budelli, Legambiente si dissocia. "Dare le risorse agli alluvionati"
L'associazione ambientalista Legambiente critica l'emendamento alla Legge di Stabilità che consentirebbe al governo di acquistare l'isola di Budelli da parte dello Stato. Secondo Legambiente, il riscatto dell'isola sarebbe un "regalo ai privati" e non un utilizzo efficiente delle risorse per le zone alluvionate. L'associazione richiede che il governo utilizzi i fondi per mettere in sicurezza le zone alluvionate o per realizzare le bonifiche a La Maddalena. Il sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti, considera il riscatto dell'isola come "autentica fesseria" e sostiene che i soldi dovrebbero essere utilizzati per le zone più in difficoltà.
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