Manifesti pubblicitari sui monumenti guerra tra Comune e Soprintendenza Dopo che il Comune ha bloccato il maxi manifesto pubblicitario sulla cattedrale che serviva a finanziare la ristrutturazione si è bloccato il cantiere. Ora la Soprintendenza chiede al Comune di usare lo stesso provvedimento contro tutti i manifesti che sono stati affissi in città senza autorizzazione municipale. E anche gli industriali attaccano Palazzo delle Aquile Dopo lo stop ai lavori in cattedrale a causa del no del Comune ai manifesti sul ponteggio ("Non si possono istallare nuovi impianti se prima il Consiglio comunale non vota il piano generale della pubblicità", ha stabilito Palazzo delle Aquile), la Sovrintendenza va alla guerra e chiede all'amministrazione di smontare tutti gli impianti in zone vinco-late: dai cartelli sul retro della chiesa di San Sebastiano alla Cala, agli impianti che nascondono il complesso di Sant'Antonino in via Oreto o la recinzione di quella che fu villa Deliella in piazza Croci. "Ma sono solo alcuni esempi: nessun impianto cittadino ha ricevuto il nostro nulla osta", avverte Lina Bellanca, architetto responsabile per la Soprintendenza del settore beni architettonici che ha firmato una durissima lettera arrivata al Comune ieri mattina. La Soprintendenza chiede di sapere chi ha autorizzato gli impianti pubblicitari che deturpano monumenti e zone storiche. "Il Comune ha detto che in assenza del piano sulla pubblicità non può essere autorizzato alcun nuovo impianto bloccando i lavori in cattedrale - dice la Bellanca - chiediamo allora di sapere chi ha autorizzato tutti gli altri". I Beni culturali avevano pubblicato un avviso per cercare sponsor: non solo in cattedrale, l'aiuto dei privati serviva anche per il restauro di Porta Nuova. BLOG Chiedete all'acqua di non infiltrarsi in cattedrale "Visto che non possiamo avere sponsor, il sindaco può darci le risorse per i lavori di messa in sicurezza? - si chiede l'architetto - In caso contrario entro fine anno dovremo chiudere di nuovo l'area al transito per problemi di sicurezza". Il Comune corre ai ripari e annuncia che il regolamento è quasi pronto per essere spedito in Consiglio comunale. Palazzo delle Aquile è al centro di un attacco incrociato: insieme con la Soprintendenza, ci sono pure Confindustria e l'Anas. La società autostradale ha multato tutti i concessionari che hanno affisso pubblicità lungo la circonvallazione perché violano l'articolo 26 del codice della strada. L'Anas ha già chiesto al prefetto un intervento straordinario per smontare tutti i pannelli. Per gli industriali "un terzo della pubblicità a Palermo è abusiva", come denuncia Giuseppe Todaro, delegato alla legalità di Confindustria Palermo. "Il Consiglio comunale vari in fretta il Piano della pubblicità - dice il presidente degli industriali palermitani Alessandro Albanese - servono regole. Per quanto riguarda la paradossale situazione della cattedrale, dovremmo prendere spunto dalle altre città. Il Colosseo non lo sta ristrutturando Della Valle?". Albanese interviene pure sulla vicenda Anas: "Il Comune ha dato una concessione pubblicitaria e le società erano in buona fede - dice - la vicenda va chiarita in tavolo congiunto con forze dell'ordine, amministrazione e aziende". Sugli impianti abusivi Palazzo delle Aquile risponde sia agli industriali che alla Soprintendenza dichiarando di avere già avviato controlli a tappeto: "I controlli sono ancora in corso - dice il sindaco Leoluca Orlando - quando siamo arrivati abbiamo trovato una situazione di totale anarchia. Il piano a cui stiamo lavorando e che sottoporremo all'analisi del Consiglio comunale prevede una distribuzione armonica degli impianti in città in base all'incidenza commerciale, al numero dei residenti, e, ovviamente, all'impatto paesaggistico che non può e non potrà essere in conflitto con altre normative e nemmeno con la vocazione artistica, culturale e turistica della città". In attesa del sì di Sala delle Lapidi, la cattedrale può attendere.