UNA ferita aperta nel muro di cinta di Villa di Vigna del Vascello, proprietà dei Pallavicini al Gianicolo. È quel che resta dopo il crollo di un tratto del muro ottocentesco, che sabato notte ha coperto via di San Pacrazio di fango e detriti, obbligando i vigili del fuoco e la municipale a chiudere la strada. Un nuovo crollo, dopo i tanti che negli anni scorsi hanno interessato mura storiche di Roma, dal muro del Valadier al Pincio, alle Mura Aureliane, causato questa volta dal maltempo. Secondo i pompieri, infatti, all'origine del cedimento potrebbero esserci due diversi fattori: la pioggia, che nelle 24 ore precedenti è caduta senza sosta su Roma, sommata al brusco calo della temperatura registrato durante la notte, avrebbe favorito il collasso del tratto di muro alto 6 metri e lungo circa 15. A dare l'allarme ai carabinieri, poco prima delle 23.30 di sabato, è stato un passante. Dopo un primo sopralluogo in nottata e la chiusura al traffico del tratto di strada, gli uomini del 115 hanno completato l'intervento di messa in sicurezza ieri mattina controllando anche i muri circostanti. Mentre i vigili urbani hanno transennato definitivamente la strada, deviando il traffico da via di San Pancrazio in via Giacinto Carini. Anche i tecnici della sovrintendenza capitolina, allertata insieme alla soprintendenza statale per i Beni architettonici, ieri hanno effettuato un sopralluogo: l'area del Gianicolo, infatti, è particolarmente delicata, come testimoniano i cedimenti che alcuni anni fa avevano interessato anche le Mura Aureliane, "sorvegliate speciali" in questi giorni, insieme a tutto il patrimonio archeologico e monumentale romano, dopo l'allerta sul maltempo diffusa dalla Protezione civile. Proprio pochi giorni fa Italia Nostra aveva denunciato il proliferare di rampicanti e piante infestanti sulle Mura. ITALIA Nostra sostiene che «le radici molto resistenti che si insinuano da anni nelle strutture antiche le indebolisconoe creanoi presupposti per i malaugurati crolli». Ma per il sovrintendente comunale, Claudio Parisi Presicce, la situazione è «sotto controllo» e non ci sarebbero rischi per l'antico cordone di mura del III secolo: «Il muro crollato in via di San Pancrazio è di fine '800 ed è stato costruito con una tecnica completamente diversa, che lo rende più fragile e soggetto a infiltrazioni rispetto alle Mura Aureliane». Inoltre, sottolinea Presicce, «le Mura e gli acquedotti sono costantemente monitorati grazie al progetto Osservatori, che speriamo di poter finanziare anche per il 2014, se necessario ricorrendo anchea sponsor privati». Ma siccome in questi anni crolli e cedimenti di mura storiche non sono mancati, l'attenzione rimane alta. Soprattutto col maltempo. «Nei giorni scorsi, dopo il preallarme della Protezione civile, con l'assessore comunale alla Cultura, Flavia Barca, abbiamo deciso di intensificare la sorveglianza di monumenti e siti storici» spiega il sovrintendente. La pioggia caduta su Roma per tutta la scorsa settimana ha causato, infatti, alcune infiltrazioni, come quelle nella sala degli Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini. «Ma gli affreschi non hanno subito danni». (ha collaborato lorenzo d'albergo)