SU INTERNET le pubblicizzavano così: «Via dei Metelli, Roma, residenza di charme, circondata da uno splendido parco di due ettari di terreno, tra le rovine dell' Appia Antica. Molto vicina al centro storico, presso la Tomba di Cecilia Metella. Particolarmente elegante e luminosa, la casa è organizzata per ospitare una famiglia di 4 persone, ma è ideale per una coppia in viaggio di nozze. È dotata di riscaldamento autonomo e aria condizionata, due comodi bagni, uno con doccia e uno con vasca. La camera da letto ha un letto matrimoniale a baldacchino ed è separata con bagno privato. Il soggiorno ha due divani letto confortevoli». In realtà, gli appartamenti costruiti all' interno di due enormi serremagazzini, erano completamente abusivi. Due confortevoli residenze con vista sul parco dell' Appia antica, e al centro una grande piscina, nati violando tutte le norme urbanistiche e i vincoli che gravano sull' area archeologica e che impongono l' assoluta inedificabilità. Non solo: addossate a una vecchia costruzione principale erano state realizzate due enormi verande, in ampliamento alla cubatura originaria, e una sopraelevazione ottenuta chiudendo un terrazzo. Prima la denuncia in un' inchiesta di Repubblica.it, ora quella alla procura di Massimo Miglio assessore all' Urbanistica dell' VIII Municipio, ex direttore dell' ufficio anti-abusivismo del Comune e della Regione, anche su segnalazione di Rita Paris, responsabile del parco per la Soprintendenza archeologica, e con l' aiuto di Guido Cubeddu, a capo dei guardiaparco. «Le indagini» spiega Miglio «sono iniziate verificando la situazione generale dell' Appia Antica, che consideriamo una "sorvegliata speciale". Abbiamo cominciato confrontando le fotografie aeree della zona con gli atti della soprintendenza archeologica che mostravano due serre diroccate, in luogo delle quali erano stati realizzati i due grandi appartamenti che poi venivano pubblicizzati su Internet per l' affitto a circa 916 dollari a settimana come case di charme». All' interno avevano di tutto, anche «salone, stufa utilizzabile, tv via cavo satellite, vcr, lettore dvd, stereo, Internet adsl, e-mail, wifi, bollitore, frigorifero e palestra». Insomma ogni comodità soprattutto per turisti americani in viaggio di nozze a Roma. E la pubblicità parlava espressamente di appartamenti «a soli 10 km dal Centro ma immersi nel verde tra i ruderi dell' Appia Antica». Nel corso del sopralluogo Miglio ha «accertato che le due serre-magazzini erano state trasformate in case, con i servizi descritti nella pubblicità. E che ai due lati del fabbricato principale erano effettivamente spuntate due grandi verande chiuse adibite a salottibiblioteche. Infine c' era la chiusura del terrazzo al piano superiore. Ora per questi ultimi tre abusi è già pronto il provvedimento di demolizione, confermato dal Tar e dal Consiglio di Stato». «È l' ennesimo esempio» spiega Rita Paris «di come purtroppo si moltiplichino gli abusi che hanno conferito all' Appia un penoso primato, quello di essere la zona archeologica più aggredita da interessi privati a danno di uno pubblico riconosciuto da tutte le leggi di tutela e anche da una fama universale. Dal 1967, dopo il vincolo di assoluta inedificabilità, sono stati costruiti oltre un milione e 500 mila metri cubi senza considerare capannoni industriali, tettoie e depositi a cielo aperto». «Anche questa volta» conclude il minisindaco Andrea Catarci «il municipio è riuscito ad essere concreto nella lotta all' abusivismo edilizio e riprenderà presto anchei lavori di demolizione per il ripristino dei luoghi a conclusione dell' azione di vigilanza sull' Appia Antica».
Appia antica, scempio a Cecilia Metella dalle serre nasce la casa di charme
In Roma, due case di charme sono state scoperte abusivamente costruite all'interno di due enormi serremagazzini vicino alla Tomba di Cecilia Metella e all'Appia Antica. Le case erano state pubblicizzate su Internet con una prezzo di circa 916 dollari a settimana e offrivano comodità come piscina, palestra e servizi di lusso. Tuttavia, le indagini hanno rivelato che le case erano state costruite senza rispettare le norme urbanistiche e le vincoli archeologici, e che erano state realizzate con la chiusura di un terrazzo e la sopraelevazione di una vecchia costruzione.
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