Due secoli fa era il "giardino delle delizie" dei sovrani borbonici. Dimenticato per decenni oggi c'è un progetto di ministero e Slow Food ma servono fondi Rinasce l'antico orto del re. Due secoli fa era il "Giardino delle delizie" dei sovrani borbonici, che riforniva direttamente la Mensa Reale di ortaggi e frutta fresca: arance e, soprattutto, nespole, qui piantate per la prima volta nel 1813. Dimenticato per decenni e ripristinato all'inizio del Duemila, oggi quel terreno ritorna a nuova vita, in due ettari di agrumeti e campi all'interno del bosco di Capodimonte, recintati in una masseria secentesca detta di "Torre Casamento". LE FOTO Il progetto di valorizzazione dell'area, curato dal ministero dei Beni culturali e dalla Soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli, nasce due anni fa, d'intesa con "Slow Food" e l'impresa "Lande". Dopo un primo esame scientifico del terreno, che ha rivelato assenza totale di componenti nocivi e inquinanti, i campi a lungo incoltivati sono stati seminati nel 2011 con una variante di pomodoro San Marzano (detto "Antico pomodoro di Napoli"), fagioli "dente di morto" di Acerra, papaccelle, melanzane e zucche lunghe. Nessun pesticida o diserbante utilizzato. Due inverni dopo, il primo raccolto ha dato i suoi frutti, tutti di prim'ordine, proprio come un tempo. "La terra ha risposto benissimo spiega Gaetano Pascale, presidente di "Slow food Campania" restituendoci prodotti interamente biologici, provenienti da un campo inviolato per secoli". Gli ortaggi saranno utilizzati per la piccola distribuzione locale a chilometro zero e degustazioni. Proprio come quella organizzata ieri, e aperta al pubblico, in occasione della festa di San Clemente (l'unico giorno in cui il bosco, residenza estiva e riserva di caccia dei Borbone successivamente dei Savoia, apriva alla cittadinanza), nelle stanze della Masseria Casamento. Il pizzaiolo Enzo Coccia ha sfornato decine di impasti conditi con i prodotti del Giardino delle delizie e con mozzarella di bufala Dop: pizza con papaccelle, con zucca o al pomodoro. Sono state cotte nello stesso forno in cui, stando alle cronache ottocentesche, fu preparata una delle prime pizze per la regina Margherita. «La rinascita di questo sito reale dichiara Guido Gullo, direttore del bosco e tra i curatori del progetto assieme a Patrizia Nicoletti della direzione regionale per i Beni culturali è il coronamento di un piano pilota approvato dal ministero e che potrebbe venire utilizzato anche nella gestione futura di altri parchi storici d'Italia». Ripristinare con lungimiranza gli antichi luoghi e mestieri. Al momento, l'orto e l'agrumeto, con al centro un bell'esemplare di albero di canfora, tra i primi importati nel Settecento a Napoli dall'Oriente, tengono. Ma durerà? "Mancano, come si sa, i fondi ordinari per la gestione ordinaria di questi tesori conclude Gullo Ecco perché a gennaio il ministero avvierà un bando per la gestione dell'area, da affidare a una società con partecipazione statale e privata. Solo così potrà continuare il progetto".
Rinasce l'antico orto del re nel bosco di Capodimonte
Il progetto di valorizzazione dell'area del Giardino delle delizie dei sovrani borbonici, curato dal ministero dei Beni culturali e dalla Soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli, nasce due anni fa, d'intesa con "Slow Food" e l'impresa "Lande". Il terreno, dimenticato per decenni, è stato seminato nel 2011 con una variante di pomodoro San Marzano, fagioli "dente di morto" di Acerra, papaccelle, melanzane e zucche lunghe. Nessun pesticida o diserbante utilizzato. Il primo raccolto ha dato i suoi frutti, tutti di prim'ordine, proprio come un tempo. Gli ortaggi saranno utilizzati per la piccola distribuzione locale a chilometro zero e degustazioni.
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