Legambiente denuncia il degrado alle Grotte, chiuse al pubblico: «Il piazzale è una discarica, questa vergogna deve finire» PORTOFERRAIO. La Villa Romana delle Grotte se ne sta nascosta, soffocata dalle erbacce e dall'incuria. Nel piazzale d'ingresso, dove alle spalle è chiuso ormai da anni il cancello ben serrato da un lucchetto, si ammucchiano persino i rifiuti. «Sembra quasi una provocazione, uno spregio», denuncia Legambiente documentando lo stato di degrado del sito archeologico di Portoferraio, chiuso al pubblico da anni e di proprietà della Fondazione "Villa Romana delle Grotte", che fa capo a Marcello Pacini. A giugno abbiamo descritto sulle pagine del Tirreno le condizioni della Villa, tra i più importanti beni archeologici dell'Elba, frequentata da migliaia di turisti fino a quando i rapporti tra la proprietà e l'amministrazione comunale sono andati in frantumi. Da allora la situazione non è cambiata, anzi. «Proprio davanti al cancello di ingresso dell'area archeologica, diventata ormai una savana di sterpaglie, qualcuno ha scaricato un grosso mucchio di cartongesso e rifiuti di ogni tipo, anche inquinanti, evidente frutto di una ristrutturazione di qualche attività racconta Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente Arcipelago toscano a questo gesto vandalico vergognoso si deve aggiungere che il piazzale di accesso all'area archeologica (una vera e propria terrazza panoramica sulla città e sulla darsena medicee), che avrebbe dovuto ospitare le auto dei turisti ed i pullman delle scuole in gita di istruzione, si è trasformato in un parcheggio di bilici di grossi camion». La ferita, insomma, non si è rimarginata. E gli elbani che ogni giorno transitano sulla provinciale non possono che distogliere lo sguardo da quello che, ormai da anni, rappresenta uno scandalo per la comunità. «Tutto questo accade rincarano la dose da Legambiente mentre a San Giovanni, a pochi metri dalla Villa, un team di giovani archeologi guidato da Franco Cambi ha fatto straordinarie scoperte. La Villa Romana delle Grotte (I sec. a.C. ) continua ad essere preda dell'incuria e dall'abbandono, inaccessibile ormai da anni, con la proprietà che ha cancellato dalla cartellonistica quelli che erano gli orari delle visite diventate ormai impossibili e le istituzioni, a cominciare dal ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal Comune, incapaci di risolvere una vicenda assurda di chiusura e spreco di risorse culturali e storiche che si trascina da anni. Questa vergogna deve finire, la Villa delle Grotte deve finalmente ridiventare quel patrimonio archeologico vanto di Portoferraio e dell'Elba che non merita di essere, a causa del litigio tra la Fondazione Villa Romana che fa capo a Marcello Pacini, già direttore della prestigiosa Fondazione Agnelli, e le amministrazioni comunali portoferraiesi, un luogo abbandonato, una discarica di spazzatura per incivili». Ad originare la chiusura del sito archeologico, in realtà, c' la rottura dei rapporti tra la proprietà e l'amministrazione comunale, per una vicenda urbanistica che non ha niente a che fare con la Villa Romana delle Grotte, bensì legata a un'edificazione concessa dal Comune a Valle San Lazzaro. Una vicenda che, a sentire il proprietario Marcello Pacini «non è superata, ma non è più una causa della chiusura. «L'unico motivo vero del cancello chiuso dice Pacini è dovuto ai problemi di sostenibilità economica del sito archeologico. Nel 2010 sono venuti meno finanziamenti importanti, per questo ho deciso di chiudere». E intanto la Villa invecchia tristemente, nascosta tra le erbacce.(lu.ce.)
Cumulo di rifiuti all'ingresso della Villa
La Villa Romana delle Grotte a Portoferraio, un sito archeologico di importanza storica, è stata chiusa al pubblico da anni a causa di una vicenda di litigio tra la proprietà, la Fondazione "Villa Romana delle Grotte" di Marcello Pacini, e le amministrazioni comunali. Il sito è stato abbandonato e si è trasformato in una discarica di rifiuti, con il piazzale d'ingresso coperto di sterpaglie e rifiuti. La situazione è stata documentata da Legambiente, che denuncia lo stato di degrado del sito. La chiusura del sito è stata motivata da problemi di sostenibilità economica, ma la situazione non è cambiata da anni.
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