Il cantiere del Piuss in Piazzale Verdi offre la possibilità di far conoscere ancora meglio la storia della città e di salvare le piante in sofferenza Email LUCCA. Lo scavo archeologico di piazzale Verdi è doppiamente utile. Perché da una parte fa conoscere ancora meglio la storia della città e dall'altra fornisce alcune dritte ai progettisti, in particolare per la sistemazione degli alberi. Quindi va avanti e coinvolgerà la quasi totalità del cantiere, avviato per la riqualificazione di tutta la zona nell'ambito dei progetti del Piuss. E' questo il risultato del sopralluogo effettuato ieri mattina ai lavori di piazzale Verdi, dove durante gli scavi preliminari nell'area sud (lato biglietteria Vaibus) sono state trovate consistenti parti delle mura medievali, risalenti al 1200. Al sopralluogo hanno partecipato l'assessore Serena Mammini, il dirigente comunale Mauro Di Bugno e il presidente dell'Opera delle Mura, Alessandro Biancalana, oltre alle archeologhe incaricate Elisabetta Abela e Susanna Bianchini, e a Giulio Ciampoltrini, responsabile degli scavi per la Soprintendenza regionale. Per il momento, il sì da parte comunale è ancora ufficioso. Ma l'orientamento è chiaro. Anche perché gli scavi stanno fornendo indicazioni preziose alla rifinitura del progetto per piazzale Verdi, soprattutto per quanto riguarda il reimpianto degli alberi. Se quasi tutti sono messi male, ora si conosce il motivo. "Le loro radici non sono attecchite in profondità spiegano gli archeologi - perché poggiano su uno strato di terra e resti di pietre e mattoni che è diventato come cemento". Questo strato si è formato al momento della costruzione delle Mura seicentesche, quelle ancora oggi esistenti, quando la vecchia fortificazione medievale fu in gran parte abbattuta. Ed è presente, ovviamente, anche in altre zone del piazzale. Per ripiantare gli alberi, quindi, andranno individuate le zone giuste, altrimenti si condannano le piante a una salute malferma. Indicazioni che l'assessore Mammini e il dirigente Di Bugno hanno dichiarato di voler assolutamente seguire, assicurando la continuazione degli scavi, per avere il quadro più preciso. Ma senza stravolgere i tempi dei lavori, il cui avvio è previsto a gennaio 2014. Se i resti archeologici verranno coperti, invece, non si è fatto cenno. Anche sul fronte scientifico, peraltro, gli scavi nella zona sud di piazzale Verdi stanno dando continue sorprese con un'ulteriore scoperta: le tracce di una struttura fortificata, relativa alla cerchia medievale, finora mai documentata. Potrebbe essere, secondo Abela e Bianchini, una pusteria, cioè una porta d'accesso per le guardie di ronda nascosta nelle mura (il nome deriva dal latino tardo posterola, da posterus, situato dietro, in luogo nascosto), simile a quella ritrovata alcuni anni fa nei sotterranei di Palazzo Boccella, in via della Fratta, e oggi visibile accedendo al museo d'arte contemporanea che ha sede nell'edificio. Il ritrovamento della struttura fortificata è stato possibile con l'allargamento dello scavo, ora arrivato a circa sei metri per sei e a una profondità di 1 metro e mezzo. L'estensione dell'indagine ha poi permesso alle archeologhe di portare alla luce l'intero spessore delle mura medievali, di circa 2 metri e 40, oltre ai vari strati del terreno, tra cui quella di mattoni e terra che ha fatto da tappo alle radici degli alberi. Ma da piazzale Verdi, questa volta più a nord, è riaffiorato anche il passato più recente: i frammenti di due pavimentazioni del vecchio anfiteatro, quella di fine Settecento e l'altra, ottocentesca, prima della sistemazione attuale della piazza, oltre a una moneta con l'effigie di Carlo Lodovico di Borbone, duca di Lucca dal 1824 al 1847.