Sorprendenti risultati delle ricerche della Soprintendenza sui reperti scoperti durante i lavori Snam Furono gli operai della Snam Rete Gas, a inizio agosto, ad annunciarne la scoperta durante i lavori di realizzazione del metanodotto Larciano-Monsummano-Lamporecchio in località Ponte al Prato. Adesso, dopo alcuni mesi di studio e analisi in laboratorio, arriva la conferma: quei resti lignei venuti alla luce sono importanti reperti di un mulino ad acqua risalente al periodo compreso tra il terzo e il quarto secolo dopo Cristo, in piena epoca romana. «Le strutture si sono mirabilmente conservate grazie a un ambiente di giacitura umido ma anaerobico spiega il sindaco Antonio Pappalardo il ritrovamento dovrebbe essere un unicum in Italia per mole, stato di conservazione e antichità». La stessa Snam mise a disposizione un camion per trasportare i resti al laboratorio di restauro del legno bagnato di Pisa, in accordo con la Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana. Gli esperti hanno così provveduto a ripulire e documentare le componenti dell'antico mulino, che saranno interessate da un lungo processo di consolidamento finalizzato a una corretta conservazione per scopi di tutela, studio ma anche di ricostruzione e successiva pubblica fruizione. «A tal scopo questa amministrazione è impegnata, insieme alla Soprintendenza, a trovare risorse riprende Pappalardo con l'obiettivo prima di tutto di fissare la datazione radiocarbonica e poi, auspicabilmente, per ospitare nel nostro Comune e rendere visitabile questo importantissimo ritrovamento. Considerato il suo valore per la nostra storia, rivolgo un invito affinché anche privati eventualmente interessati al recupero, ci contattino per studiare forme di collaborazione finalizzate alla valorizzazione del territorio. Noi come comune, insieme alla Soprintendenza, faremo ogni sforzo in tal senso perché crediamo che non possa esserci futuro se nel presente non riusciamo a conservare e valorizzare la nostra memoria». Il mulino, tra l'altro, è stato il secondo rinvenimento storico di quest'anno. Perché, a febbraio, gli operai della Toscana Energia trovarono in via Stradella, superata la frazione di Biccimurri e a un passo dal cimitero comunale, una fornace Medievale del tredicesimo secolo su un'area di 5 metri quadrati. Un'altra scoperta affascinante che ha arricchito il patrimonio storico di Larciano, uno dei paesi più antichi di tutta la Valdinievole.
LARCIANO. Un mulino di epoca romana a Larciano
Gli operai della Snam Rete Gas hanno scoperto reperti lignei durante i lavori di realizzazione del metanodotto Larciano-Monsummano-Lamporecchio. Dopo alcuni mesi di studio e analisi, è stato confermato che i resti sono importanti reperti di un mulino ad acqua risalente al terzo e al quarto secolo dopo Cristo. La struttura si è conservata grazie a un ambiente umido ma anaerobico. La Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana ha messo a disposizione un camion per trasportare i resti al laboratorio di restauro del legno bagnato di Pisa.
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